Canetto si giustifica: «Iniziativa benefica». Ma rischia guai con Bompiani
Lo ammette e n'è consapevole: «E' stata una ingenuitá colossale». Alberto Canetto, poeta e scrittore di casa nostra ammette di aver esagerato con il «fai da te» editoriale, avendo posto nella copertina del suo ultimo libro - il romanzo «Realtá vera» - e all'interno dell'opera il marchio della casa editrice Bompiani, in modo del tutto abusivo senza consultare nessuno. Si giustificava, ieri, con la Nuova Ferrara, della sua ingenuitá, sottolineando quella che lui stesso ritiene una attenuante: «Non ci guadagno niente, ho fatto tutto per beneficenza». Personalissima attenuante che tuttavia non gli eviterá guai, seri, visto che l'ufficio legale della casa editrice Bompiani si è giá attivato per tutelare, comunque, il nome del colosso dell'editoria nazionale. Dunque, davvero, si tratta di una leggerezza che potrebbe costargli cara. Anche se ieri si diceva fiducioso che «tutto verrá chiarito nelle sedi più opportune». Ma come è possibile che gli sia venuta una idea così balzana? «Perché in questo modo il libro poteva avere un maggior impatto e poteva vendere di più - ha affermato con la stessa disarmante ingenuitá -, perché voglio ricordarlo a tutti, i proventi verranno devoluti all'Associazione di volontariato Giulia». Queste le intenzioni che tuttavia si devono scontrare con la realtá che lui stesso precisa: «Debbo dire anche che non ho chiesto autorizzazione all'associazione di volontariato», che è stata ed è del tutto all'oscuro del suo «fai da te» editoriale. Mentre Canetto incalza: «Ripeto, era un'iniziativa a scopo benefico, per cercar di trovare più fondi possibili da dare all'associazione. Ora mi rendo conto che dovró chiarirmi con la Bompiani». Il problema resta di difficile soluzione: il libro è stato giá stampato, è in circolazione (e in vendita) da giorni con il marchio (taroccato) della Bompiani in bell'evidenza, in copertina e all'interno. Addirittura è stato giá presentato in serate ufficiali davanti a personaggi della cittá e della provincia: «Lo so, spero davvero di chiarire tutto».
17 novembre 2010