Decimati gli assistenti, gli istituti con più plessi sono in crisi. La Cgil chiama alla mobilitazione, accuse Cisl e Snals
Saranno 69, tra assistenti tecnici (2), amministrativi (10) e collaboratori scolastici (57), i posti Ata in meno nella nostra provincia il prossimo anno scolastico. A livello regionale il taglio sarà di 113 unità: oltre il 60% si concentrerà dunque nel Ferrarese. I numeri sono stati resi noti ieri dai sindacati in due conferenze stampa separate, da una parte la Cgil e dall’altra Cisl con Snals. Accomunati nella denuncia della gravità dei tagli, i sindacati si sono infatti divisi sul peso delle responsabilità di attribuire a governo ed enti locali, e soprattutto sulle azioni di lotta. La Cgil, per bocca del segretario di categoria, Fausto Chiarioni, ha infatti chiamato il personale alla mobilitazione a settembre, «no ai turni spezzati e agli straordinari non previsti e comunque non pagati. Non si possono risolvere così i problemi creati dai tagli, alcuni colleghi ci hanno già segnalato che sono troppo pochi e non riusciranno a garantire l’apertura regolare di alcune scuole». Cisl e Snals non hanno lanciato ultimatum ma i toni sono molto allarmanti. «Riusciamo sempre ad avere il primato dei tagli – ha commentato la segretaria della Cisl scuola Cristina Vendra –, è un problema annoso di cui non capiamo il motivo. Già quest’anno è stato difficile gestire le normali attività; dall’anno prossimo non sarà garantito nemmeno un ausiliario per ogni plesso. Ricordiamo che spesso i collaboratori si occupano anche di assistere i portatori di handicap». Maria Gaiani, segretaria dello Snals, oltre a ricordare che «le scuole sono obbligate per legge ad avere una persona preposta alla vigilanza», ha riferito che «il recente decreto sviluppo prevede il trasferimento nel ruolo di Ata per i docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute ed impiegati altrove, ad esempio nelle biblioteche. Così, loro subiranno un danno economico, e a livello nazionale saranno sottratti 5-6.000 posti alle nomine degli Ata». Una critica c’è stata anche per Vincenzo Viglione, fino a pochi giorni fa direttore di Ferrara, « per noi il ministero aveva previsto un taglio più contenuto – ha affermato ancora Gaiani –, poi altre province hanno fatto la voce grossa, l’Ufficio regionale è intervenuto in loro favore e il nostro Ufficio ha consentito il transito verso altre zone». Non si prevedono azioni legali, ma c’è l’invito, tanto al dirigente dell’Ufficio ferrarese (è retto dal dirigente di Ravenna dopo il pensionamento di Viglione) quanto ai sindaci e al presidente della Provincia, a rappresentare il problema in Regione. C’è una piccola speranza di migliorare la situazione in sede di organico di fatto, cioè in extremis, «i dirigenti devono farsi sentire» è l’invito pressante della Cgil.
La situazione si presenta grave soprattutto nella scuola primaria, «e anche questo non è un caso: sono gli ordini dove è più forte la presenza dei privati» è l’accusa di Chiarioni. I quattro posti di assistenti spariti a Renazzo, dove ci sono ben 18 plessi, fanno pensare che le aperture siano davvero a rischio, così come i 3 posti in meno ad Argenta ma anche quelli in città. «Vogliono usare le stesse persone per aprire più plessi, ma come si fa se bisogna saltare da Longastrino a Santa Maria Codifiume, oppure dalla De Pisis al plesso di Fondo Reno - ha sottolineato Carla Renzi, della Flc Cgil - Così però si pongono problemi di sicurezza: se l’unico assistente sta aiutando il disabile non può sorvegliare l’uscita».