Quattro indagati per abuso edilizio nelle pinete di Spina

Il pm Volta chiude l’inchiesta sul caso ambientale Fu dato il permesso di costruire, ma l’area era vincolata

    di Daniele Predieri

    LIDO SPINA

    Solo 17 dei pini secolari sono stati tagliati, dei 40 previsti dal progetto di costruzione di residence e piscina per il turismo della costa. Se non vi fosse stata la mobilitazione della parrocchia di Lido Estensi e di Legambiente, forse la pineta di Lido Spina, tra le vie Giotto, Cimabue e largo Giorgione, oggi non ci sarebbe più. C’è invece un atto giudiziario notificato della procura per la chiusura dell’inchiesta sul progetto, ritenuto illegale, della urbanizzazione dell’area. La pm Volta ha indagato 4 persone alle quali ha notificato l’avviso di fine indagine per la violazione ai vincoli paesaggistici previsti dalla Legge Galasso, abuso d’ufficio e alterazione delle bellezze naturali. Le persone accusate a vario titolo sono l’imprenditore Sergio Vitali, titolare del permesso di costruire; Manlio Carli, dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune di Comacchio; Leonardo Mari, direttore dei lavori; e Roberto Pennini, presidente della Par.Co, azienda esecutrice dei lavori. Lavori che si sarebbero dovuti eseguire, ma che sono rimasti, di fatto, bloccati. Ma si faccia attenzione, come riferivano ieri indagati e legali interpellati, tutto ruota attorno ad una interpretazione delle norme. Perché in realtà Provincia, Regione e Sovrintendenza avevano svincolato l’area dai vincoli paesaggistici e dunque il permesso di costruire venne dato regolarmente perché non vi erano ostacoli di legge. Secondo la procura, invece, l’area in questione era vincolata, non si poteva toccare nè tantomeno vi si doveva costruire e dopo le indagini della finanza e le consulenze ha deciso che invece si sarebbe trattato di un colossale tentativo di abuso edilizio, in barba alla legge Galasso.

    Da dimostrare, si intende. Ora si passa all’acquisizione degli atti d’accusa, studio delle carte e poi il confronto tra difese e procura. Che questa volta si preannuncia particolarmente teso. Perché ad esempio, Carli firmò il permesso a costruire dopo numerosi pareri legali del Comune di Comacchio e autorizzazioni paesaggistiche di enti pubblici come Provincia e Regione e ora deve rispondere di abuso d’ufficio per aver avvantaggiato Vitali? E allora, chi lo ha indotto in errore, in teoria, perché è escluso da qualsiasi verifica giudiziaria?

    16 luglio 2011

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