Passo avanti verso l’avvio dello studio su Ccsvi e Sclerosi multipla guidato da Paolo Zamboni e dalla sua equipe dell’università di Ferrara. Ha infatti preso il via la procedura di valutazione...
Passo avanti verso l’avvio dello studio su Ccsvi e Sclerosi multipla guidato da Paolo Zamboni e dalla sua equipe dell’università di Ferrara. Ha infatti preso il via la procedura di valutazione necessaria a sbloccare il finanziamento, di entità ancora da definire, che comunque è indispensabile per dare basi solide allo studio terapeutico multicentrico denominato “Brave dreams”. Ne ha dato notizia l’Associazione italiana sclerosi multipla, Aism, che prevede a questo punto per l’autunno il completamento dell’iter di valutazione del progetto. Si tratta di affiancare alla valutazione scientifica del protocollo da parte di esperti internazionali, la valutazione tecnica da parte del Comitato scientifico Fism sull’opportunità di erogare il finanziamento. Questi soldi potrebbero aggiungersi a quelli già stanziati dalla Fondazione Hilarescere e dalla Regione Emilia Romagna. Restano da chiarire i quesiti posti anche di recente dal senatore Ignazio Marino (Pd) al ministro della sanità, Ferruccio Fazio, su chi guiderà effettivamente lo studio e quale affidabilità avranno i risultati.
Solo qualche settimana fa il lavoro di Zamboni aveva ottenuto un importante riconoscimento da parte del governo canadese, che si è impegnato a finanziare trial di trattamento sulla insufficienza venosa cronica, la Ccsvi, e la ricerca. I dati che arriveranno dal Canada potrebbero diventare molto importanti per validare la teoria nata nei laboratori del Sant’Anna. Come noto, lo studio Zamboni ipotizza un legame diretto tra la Ccsvi, che può essere trattata chirurgicamente, e la sclerosi. I risultati di alcuni casi già trattati parlano in favore del medico ferrarese, che ormai da due anni si batte per l’avvio di uno studio condiviso a livello nazionale sugli effetti dell’intervento anti-Ccsvi.