Fondi per sclerosi multipla in azione anche i truffatori

Su internet si segnalano i primi casi di persone che si spacciano per volontari con l’intento di intercettare illegalmente i versamenti privati per la cura Zamboni

    Il tam-tam sul web è già partito. I truffatori hanno infatti individuato un’altra potenziale riserva di caccia sulla quale allungare i loro tentacoli.

    Si tratta della raccolta di fondi a favore della sperimentazione della terapia Zamboni, indispensabile per poter avviare - grazie al contributo di istituzioni e privati cittadini – la più importante indagine scientifica nazionale sul legame fra l’Insufficienza venosa cronica cerebrospinale (ccsvi), patologia individuata dal ricercatore ferrarese Paolo Zamboni, e la Sclerosi multipla. Su questo campo di studi in molti Paesi del mondo si sta concentrando la ricerca sulle cause della malattia.

    Ma mentre si moltiplicano le iniziative per drenare risorse e finanziare lo studio che sarà coordinato dal professore ferrarese, su internet vengono denunciati casi di persone che, spacciandosi per rappresentanti di associazioni a sostegno delle ricerche di Zamboni, sollecitano versamenti di denaro destinati a scopi che nulla hanno a che vedere con la solidarietà o la beneficienza.

    Episodi di questo tipo sono stati segnalati a Bologna, in Romagna, in Sardegna e a Roma. Su alcuni di questi si sono già accesi i fari delle inchieste giudiziarie. Un rischio che potrebbe estendersi anche alla nostra provincia, dove numerose iniziative pubbliche e private hanno già accompagnato (con buoni risultati) le fasi preliminari al lancio della ricerca. Sul futuro studio sono confluiti i fondi stanziati dalla Regione e dalla Fondazione Hilarescere, che coprono però solo una parte dei costi (circa un quarto) della sperimentazione. Quest’ultima coinvolgerà una decina di centri di ricerca a livello nazionale e circa 600 pazienti.

    Una delle truffe segnalate è avvenuta a Cesena, dove due persone, che sono state arrestate, si rivolgevano agli automobilisti di passaggio per chiedere un contributo a favore di una sedicente associazione di volontariato per la ricerca sulla sclerosi multipla. Con questa modalità sarebbero stati raggirati centinaia di cittadini.

    «E’ importante che chi ha deciso di sostenere la ricerca - spiega Gisella Pandolfo, presidente dell’associazione Ccsvi nella Sm - verifichi se l’organizzazione che chiede il versamento è titolata a compiere questa attività. In genere noi siamo ben indentificabili durante i banchetti dedicati alla raccolta dei fondi. Indossiamo dei cartellini e mostriamo tutti i riferimenti dell’associazione per consentire ai cittadini di verificare la serietà delle nostre iniziative. La raccolta dei finanziamenti prosegue e presto potremo versare il nostro primo contributo a sostegno della sperimentazione, l’unica a doppio cieco che sarà condotta in Italia».

    03 agosto 2011

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