Quattordici alloggi a Malborghetto. Servizi e spazi comuni decisi dai residenti In campo la società Parco e l’associazione Solidaria. Come si può partecipare
La casa mi piace, ma fuori vorrei un parco per i bimbi o un’area per le grigliate...». Si chiama co-housing e nei paesi del Nord Europa si pratica dagli anni 60-70. In italiano, spiegano i siti specializzati, viene tradotto con l’espressione “comunità di vicinato” e in definitiva è un modo per condividere spazi comuni e crearli su misura per tutta la comunità al momento della progettazione dell’insediamento.
«L’idea - annuncia la presidente dell’associazione “Solidaria”, Alida Nepa - ha già conquistato un gruppo di famiglie di Malborghetto». Come è spiegato nel sito dell’associazione, www.cohousingsolidaria.org, il progetto riguarda «14 alloggi immersi in un parco di circa un ettaro, attraverso il recupero delle strutture esistenti». Tra gli “optional” a cui si può accedere ci sono: «alta efficienza energetica ed elevata sostenibilità, spazi condivisi, orti e giardini in comune, ritrovi, feste, eventi culturali e una pista ciclabile per raggiungere la città lasciando a casa l’automobile». Accanto agli appartamenti sono previsti «spazi comuni che potrebbero diventare una sala e biblioteca, ciclofficina, laboratorio, stanza morbida per bambini, orto comune, area giochi o quanto altro decideranno i cohousers che vi abiteranno», precisa un comunicato dell’associazione.
Il progetto preliminare, già presentato all’amministrazione comunale, prevede «la realizzazione di uno dei primi cohousing in Italia, costituito da 15 unità immobiliari ricavate da una vecchia corte colonica, fienile e forno con circa 7.000 mq di verde». L’ idea potrà concretizzarsi grazie all’intervento dell’impresa Par.co. «Già a fine anno, dopo i pareri delle amministrazioni competenti, si potrà realizzare il progetto tecnico/architettonico definitivo e avere la sicurezza che l’intervento potrà essere realizzato», afferma il presidente di Par.co, Roberto Pennini. Il target è variegato: anziani, mamma single e figlio, ma anche famiglie con bimbi.
«Abbiamo deciso di dire basta all’isolamento del condominio, ai bambini confinati davanti al pc -aggiunge Alida Nepa – a favore di una vita più semplice e ricca, la vita di cortile così comune fino a qualche decina di anni fa. Genitori, anziani e bambini ritroveranno il piacere del vicinato solidale che sembrava perduto, con benefici diffusi: ambientali, sociali ed economici».
Chi fosse interessato può chiedere informazioni sulle proposte abitative e partecipare al percorso di avvicinamento al cohousing contattando l’Associazione Cohousing Solidaria (tel. 320 8622289) o sul sito internet www.cohousingsolidaria.org.