La procura accusa l’Enel per Porto Tolle: oggi udienza preliminare, chiesto il processo per 10 dirigenti
di DANIELE PREDIERI
I bambini del Delta del Po si ammalavano di più e più spesso per patologie all’apparato respiratorio. Perché inalavano e ingerivano più sostanze inquinanti, quelle sputate dai camini della centrale di Porto Tolle. Per questo motivo, l’impianto è di nuovo sotto accusa, da stamane, a Rovigo. La procura ha infatti chiesto il processo contro 10 persone (vertici e funzionari di Enel e i direttori della centrale, succeduti tra il 1998 e il 2009) per aver omesso di attenuare e abbattere quelle sostanze inquinanti
Sarà il gup di Rovigo a decidere sull’atto d’accusa del pm Manuela Fasolato nell’udienza preliminare in cui si dibatterà dell’aggravamento di quelle malattie respiratorie riscontrate nei bambini del Delta del Po, dovute, secondo una nuova ricerca agli atti come prova principale d’accusa, alle emissioni inquinanti della centrale.
Francesco Tatò, Paolo Scaroni, Fulvio Conti come amministratori delegati Enel dal ’98 al 2009; Giuseppe Potestio, Antonino Craparotta, Leonardo Arrighi , Sandro Fontecedro e Alfredo Inesi, responsabili produzione Enel nei periodi di loro competenza e infine Carlo Zanatta e Renzo Busatto, succeduti alla direzione della centrale di Porto Tolle, sono accusati di «omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro». Secondo la procura di Rovigo avrebbero «omesso di collocare e far collocare impianti ed apparecchi destinati a prevenire disastri e/o infortuni sul lavoro». Una dicitura tecnica usata nella contestazione del reato che si traduce, secondo la procura, nel non aver voluto abbattere, consapevolmente, emissioni inquinanti che hanno aggravato malattie respiratorie. La centrale di Porto Tolle non venne «ambientalizzata», perchè secondo l’accusa non vennero installati quegli strumenti per attenuare quantomeno emissioni sputate fuori dai camini della centrale e respirate dai bambini della zona. Nei piccoli tra 0-14 anni, residenti nei comuni di Goro, Mesola, Corbola, Porto Tolle, Rosolina, Taglio di Po, Porto Viro, Ariano nel Polesine, Loreo, vi è stata insorgenza di patologie respiratorie quali sinusite, faringite, tonsillite, laringite e tracheite, infezioni acute, bronchiti, malattie croniche di tonsilli e adenoidi, malattie polmonari ostruttive e altre per cui è stato registrato e accertato - secondo l’accusa - un aumento dei ricoveri ospedalieri. Nel capo d’accusa formulato dal pm Fasolato si spiega che dal 1998 al 2002 è stato calcolato un aumento dei ricoveri dell’11% tra i bambini di quesi comuni, secondo una verifica sull’esposizione al vanadio effettuata su 674 ricoveri, pari a 76 ricoveri evitabili su quelli osservati. Nel dettaglio si parla di aumento del 16.34% nei ricoveri dei maschi (61 ricoveri evitabili su 376 osservati) e nel 9% da esposizione al So2 solfati e altre sostanze inquinanti pari a 60 ricoveri su 674 osservati. I massimi dirigenti e funzionari Enel continuarono però, secondo l’accusa, ad omettere l’abbattimento degli inquinanti, deteriorando l’ambiente chiedendo riconversione della centrale prima con orimulsion, poi col carbone: «richieste - scrive la pm Fasolato - che sottostimavano l’impatto sul territorio di tali conversioni con l’uso di questi combustibili rispetto ad altri alternativi come gas o ad olio combustibile a basso tenore di zolfo».