La nuova crociata per la musica a scuola decolla da Ferrara

Il professor Principe lancia la sfida alle istituzioni Poi la Shybayeva incanta con il recital al pianoforte

    di Sergio Armanino

    FERRARA

    L’anticristo si abbatte su Ferrara, con la forza delle parole, «perché valgono più dei fatti». Gli fa da contraltare la potenza della dolcezza, incarnata dal genio pianistico. Quirino Principe e Hanna Shybayeva, il professore e la pianista, il musicologo ateo e dissacrante, con una cultura infinita usata come spada (pur invocando le armi), e l’ex bambina prodigio diventata concertista matura, oggi come allora fenomenale. Uniti, nel nome della musica.

    Serata speciale e stimolante, l’altra sera per “Tutte le direzioni in wintertime”, rassegna che mai come in quest’occasione è stata fedele al proprio titolo. Il professor Principe, uomo di Cultura a tutto tondo, anticlericale convinto (e se n’è più volte scusato con chi avesse sensibilità diversa), ha ripercorso e argomentato l’omicidio della cultura musicale nel nostro Paese, «quella che ha dato ogni nome alla musica», facendola coincidere con l’unità d’Italia: «Nel 1861 - ha ricordato - Francesco de Sanctis, primo ministro della pubblica istruzione, fondò il liceo unico, ma volle togliere le “materie per signorine”, come il ricamo, il ballo e la musica. Una sciocchezza colossale».

    L’excursus storico proposto da Principe è andato molto oltre, ricordando come il caso italiano sia unico anche nell’applicazione di liberismo, fascismo, comunismo e cattolicesimo contro la musica e, per esemplificare il divario che si è creato con il resto del mondo civile, ha raccontato: «Un giorno in Olanda vidi due ragazzi punk, pieni di piercing, davvero brutti a vedersi, che litigavano usando un vero turpiloquio. Fingendo di frugare nella mia borsa, mi fermai ad ascoltarli: stavano discutendo dell’esecuzione di un’opera!».

    Questo per evidenziare il divario culturale che si è creato in Italia nei confronti della musica: non c’è più una cultura diffusa. «Ecco perché bisogna introdurla nelle scuole di ogni ordine e grado: un progetto a cui lavora da anni l’ex ministro Luigi Berlinguer, ma ogni piccolo passo avanti richiede tantissimo tempo ed energia».

    E Principe ha invocato l’impegno delle istituzioni per arrivare alla meta: «Da Ferrara - ha affermato con forza - decolla la ribellione».

    Ad ascoltarlo, fra gli altri, il rettore Nappi, il vicesindaco Maisto, l’assessore regionale Bianchi: orecchie di un mondo istituzionale che può, anzi, è chiamato a dare un impulso decisivo.

    Ormai a tarda ora, la scena è stata ceduta ad Hanna Shybayeva, che, interpretando pagine di Chopin e Rachmaninov, ha incantato la platea. Già pianista prodigio all’età di 11 anni, oggi 33enne, la bella Hanna, bielorussa di Minsk, possiede anche la dote della semplicità e, prima di sedersi al pianoforte, ci ha svelato delle difficoltà incontrate nel suo percorso: «La musica è sempre stata nella mia vita, da piccola era esaltante essere considerata un genio del piano, ma a 10 anni essere sotto pressione e scoprire cosa significhi avere i soldi non è una cosa normale. Ho avuto un’altra crisi a 16 anni, a 18 temevo la concorrenza delle giovani generazioni, ma poi ho trovato un insegnante eccezionale e la mia carriera è proseguita. Perché bisogna insegnare la musica? La melodia e il ritmo fanno parte della vita, ci rendono più umani».

    02 febbraio 2012

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