«Una comodità? No un vero eccesso»

I clienti ferraresi si dividono sugli ipermercati aperti nei giorni festivi: «Magari lo fossero anche tutti i negozi più piccoli!»

    Continua a far discutere e dividere l'estensione a tutti i negozi - e non più solo a quelli del centro - della possibilità di svolgere la propria attività senza obbligo di chiusura domenicale e festiva. È una delle tante novità introdotte dal decreto Salva Italia approvato in dicembre, che ha liberalizzato completamente il settore, esonerando ogni esercizio commerciale dal rispetto degli orari di apertura e chiusura e appunto anche dall'obbligo della chiusura domenicale e festiva.

    Quasi due mesi dopo l'entrata in vigore del decreto, prevalgono i pareri favorevoli tra quelli raccolti al Metà di via Mazzini, ma non manca chi si preoccupa per i lavoratori del settore.

    Le novità legislative non hanno in ogni caso modificato il lavoro di Marco Ardizzoni, che di quell'esercizio è il direttore. «Siamo aperti di domenica da almeno quattro anni - ricorda - e io in quel giorno lavoro sempre, compensando poi di sabato». Il suo vice Mattia Devecchi si scinde in due e considera la questione prima come lavoratore e poi come consumatore. Nel primo caso pensa che «sia questione di abitudine, di organizzazione, e avendo un lavoro coi tempi che corrono non mi lamento certo», ma da consumatore ci tiene a precisare che, le domeniche in cui non lavora, non le trascorre certo all'ipermercato, e piuttosto va a fare due passi all'aperto.

    È proprio invece contraria una cliente del Metà, Angela Astaskina. «Certo, può essere che di domenica ci vada - ammette -, però mi sembra un eccesso tenere il supermercato aperto per pochi clienti, come in realtà accade».

    «Contrarissimo» Roberto Targa, il quale, «da persona che ha lavorato quarant'anni», si mette dalla parte dei dipendenti, e pensa non sia certo indispensabile andare proprio di domenica «a comprare un etto di prosciutto o sciocchezze varie».

    Si torna ad ascoltare un parere positivo parlando con Nicola Bogo: «per me è una comodità, perché lavoro tutti i giorni. Mi metto però anche nei panni di chi è impiegato negli esercizi commerciali, e allora penso che basterebbe aprire di domenica mattina».

    Vita Sinitskaya è originaria della Bielorussia, paese dove per la maggioranza delle persone le condizioni di lavoro ed esistenza sono più difficili delle nostre. Sarà forse anche per questo che, se le si chiede se devono prevalere le ragioni dei consumatori o quelle dei lavoratori, non ha dubbi: «a lavorare - risponde, accompagnandosi con un eloquente gesto della mano - al mio paese si lavora sempre». È l'agio di poter fare acquisti ogni giorno della settimana, magari se si è dimenticato qualcosa, a far propendere per un giudizio favorevole. Vale tra gli altri per Federico Tenani, che invoca appunto la comodità per esprimere il proprio "giudizio positivo". «Ho paura che mi lincino» ironizza Paola Bertuzzi, immaginando di esprimere un parere non molto gradito ai lavoratori del Metà (per i quali, ricordiamo, il Salva Italia non ha però comportato cambiamenti). E infatti pure per lei «le domeniche servono, magari fossero aperti tutti i negozi e non solo i supermercati. Io di domenica vengo sempre».

    Gabriele Rasconi

    03 febbraio 2012

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