Applausi per il “Concerto delle dame” a palazzo Schifanoia Abiti rinascimentali per l’Ensembre Galàn
FERRARA
Per interpretare il celebre “Concerto per le dame”, sabato a palazzo Schifanoia, l’Ensembre Galàn ha indossato leganti abiti rinascimentali messi a disposizione da una contrada del Palio. Così l’Ensemble, composto dai soprani Alison Hill, Katy Hill e Lucy Page, accompagnate dai musicisti Manuel Minguillon e Christopher Bucknall, ha creato con la sua straordinaria arte un’atmosfera unica nel Salone dei Mesi. Una scenografia che ha portato quasi per mano il pubblico, inserendolo nel clima della corte del duca Alfonso II d’Este, dove poeti e compositori diedero vita a pagine indimenticabili che segnarono uno stile e una cultura salottiera presto imitata da altre corti. Il primo fu probabilmente Battista Guarini che scrisse per le stupefacenti abilità canore di Laura Peverara, personalità di spicco nel gruppo di “Dame principalissime” che dal 1580 circa, costituirono per quasi vent’ anni, in due successive formazioni legate da vincoli di parentela ed affinità, il cosidetto “Concerto segreto” ovvero “privato” della duchessa Margherita di Gonzaga sposa del duca, più noto però come Concerto delle donne o delle dame di Ferrara .
Si deve all’ Ensemble Galàn se ancora una volta le parole dei madrigali accompagnate dal liuto e dal clavicembalo sono risuonate nello storico palazzo. E la loro interpretazione non ha perso in paragone, tanto fresche, piacevoli e professionalmente preparate sono state le loro voci nel proporre un programma di grande spessore. Aperto da “Folle cor” di Domenico Mazzocchi e Ottavio Tronsarelli, è proseguito sempre dedicato all' Amore, come ispirò Battista Guarini e Luzzasco Luzzaschi in O dolcezze amarissime d'amore e Non sa che sia dolore, o ancora Guarini e Claudio Monteverdi autore di O come sei gentile e di altri due madrigali firmati con G. Francesco Busenello e Bernardo Tasso. E ancora Fan battaglia di Luigi Rossi e Carlo Eustachio, O beata Virgo tutto di Alessandro Grandi. Per chiudere con Lo specchio, il più lungo madrigale della serata, scritto da Antonio Draghi e da un anonimo. Meritatissimi gli applausi di un pubblico che segue regolarmente la rassegna Ferrara Musica e non rinuncia neppure con la neve. (m.g.)