Altre due centrali biogas nel futuro di Bando

Le richieste sono già state formalizzate in Provincia, la preoccupazione è alta Il presidente del Cdp Mingozzi: compromessa la situazione della viabilità

    BANDO

    Non bastava una centrale elettrica a biomasse da 20 megawatt, adesso, a Bando, c'è l'ipotesi molto concreta che a ridosso del paese ne arrivino altre due. Le richieste sono state infatti già formalizzate in Provincia a Ferrara. Entrambe funzioneranno a biogas e tutto questo, a Bando, sta generando preoccupazione tanto che la questione è stata al centro lunedì sera, di un vertice tra il Consiglio di partecipazione presieduto da Marino Mingozzi e l'assessore all'ambiente Sauro Borea. «Abbiamo fatto il punto sui progetti degli impianti a biogas che si stanno proponendo agli enti e in corso di autorizzazione - tiene ad informare il presidente Marino Mingozzi -, in particolare l'attenzione è stata rivolta a quelli a ridosso del centro abitato di Bando, al già conosciuto della società San Marco Bioenergie e, alla novità di queste ultime settimane, dell'azienda agricola Chiesanuova (di Gian Pietro Marzetti, di Lugo di Romagna, già discussa alla prima conferenza dei servizi a Ferrara;ndr)». Di fronte quindi a questa novità, il Cdp ha deciso i primi passi. «Prendendo atto della volontà espressa dall'amministrazione di perseguire un processo virtuoso che vede la valorizzazione delle fonti rinnovabili - dice con molta chiarezza Marino Mingozzi -, il Cdp di Bando esprime grande preoccupazione sull'impatto che queste attività potrebbero avere andando ad aggravare la già compromessa situazione della viabilità». «La realtà locale vede la presenza di attività produttive che generano un intenso traffico pesante, certamente non adatto all'instabile e tortuoso percorso della via Argine Marino (la strada provinciale tra Argenta e Bando; ndr), in particolare nei periodi delle attività agricole». Il CdP di Bando «nell'esprimere fiducia sull'operato degli enti preposti, ritiene che il vero valore per l'ambiente e lo spirito con cui il legislatore ha proceduto, sia il bene della collettività e non la mera, seppur lecita, ricerca del profitto di pochi». «Pertanto - ecco il distinguo -, riteniamo che andrebbe valorizzato il progetto che vede come elemento principe la produzione locale, soprattutto integrata e complementare con l'attività di impresa agricola, il principio è risparmiare producendo e non sprecare trasportando».

    Giorgio Carnaroli

    08 febbraio 2012

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