Dalle cliniche alla biogas I Mantovani investono

E’ della famiglia principe della sanità privata la centrale di via Palmirano Protesta il ristoratore della Tentazione 2. Liberi e forti: servono regole

    Il business del biogas sta attirando investitori di ogni settore. Perfino dal ramo sanità. Mauro Mantovani, il “diverisificatore” della famiglia regina delle cliniche private ferraresi, è infatti presidente della Agricola Gaibanella srl, la società che sta costruendo una centrale da 1 Mw in via Palmirano, quella che ha come sfondo il futuro ospedale di Cona. Socio unico dell’azienda è la società in accomandita per azioni dello stesso Mantovani. L’autorizzazione per la costruzione della centrale, ha rilevato ieri sulla Nuova il consigliere Simone Lodi (Misto), è stata rilasciata dalla Provincia il 4 ottobre scorso: non si sa sulla base di quali diversità del progetto rispetto a quello bocciato dal Comune ad un’altra società, la Bioeco energy. Il Comune aveva a suo tempo motivato il diniego alla Dia per motivi ambientali, con carenze varie nell’impatto acustico, viabilità, approvvigionamento materiali, smaltimento: il progetto insisteva sempre su via Palmirano.

    Aveva tirato un sospiro di sollievo dopo aver letto la notizia della bocciatura del primo progetto, il titolare del ristorante La Tentazione 2 di Gaibanella. Da qualche giorno è tornato a incupirsi: «Quell’impianto a poche centinaia di metri da qui non è certo l’ideale - sottolinea il ristoratore - Dove sono nate queste centrali sono saltati fuori problemi di traffico e cattivi odori, provate a pensare cosa succederà qui. Via Palmirano è spesso dissestata per il passaggio dei Tir e quando dovranno transitarci anche i visitatori dell’ospedale sarà peggio. I miei clienti non saranno certo contenti, soprattutto d’estate, di trovarsi una fonte di cattivi odori vicino all’estivo». Per questo motivo Trotta ha avviato una raccolta di firme in tutta Gaibanella.

    Un quadro più completo delle centrali lo chiedono i consiglieri di Liberi e forti, Antonio Fortini, Francesco Levato e Giorgio Dragotto. Bisogna evitare che le biogas «possano interferire e nuocere alla salute dei cittadini, fissando criteri per stabilire le distanze minime dai centri abitati e dai siti sensibili», si legge in un’interpellanza che suggerisce l’utilizzo in proposito dei regolamenti attuativi di Poc e Rue, anche a tutela degli stessi investitori.

    Stefano Ciervo

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    08 febbraio 2012

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