Nel giro di pochi mesi, grazie a quegli assegni, è entrato in possesso di circa 300mila euro. I risparmi di un’anziana signora che, secondo i familiari, è stata raggirata perchè aveva perso parte...
Nel giro di pochi mesi, grazie a quegli assegni, è entrato in possesso di circa 300mila euro. I risparmi di un’anziana signora che, secondo i familiari, è stata raggirata perchè aveva perso parte delle sue facoltà mentali. E’ un caso di circonvenzione di incapace quello che sarà discusso in tribunale a partire dal prossimo marzo. L’imputato, difeso dall’avvocato Roberto Gilli, è stato rinviato a giudizio ieri mattina dal giudice Bighetti. Ad accusarlo di circonvenzione di incapace è il sostituto procuratore Ciro Alberto Savino, che assieme alla parte civile rappresentata dagli avvocati Gian Antonio Guaraldi e Anna Domanico, contesta l’ingiustificata appropriazione di somme consistenti appartenenti alla parte lesa, una otantacinquenne residente a Ferrara. Secondo la ricostruzione dei fatti la donna, fino a qualche anno fa, abitava assieme ad una sorella, poi deceduta. In quel periodo un uomo frequentava l’abitazione in modo assiduo, lo stesso che nel 2009 è risultato beneficiario di un cospicuo trasferimento di denaro attraverso l’incasso di assegni staccati sul conto corrente della parte offesa con importi fuori dall’ordinario: 40, 50, 100 mila euro. Secondo l’accusa e secondo i familiari della donna non c’era nessun concreto motivo che potesse giustificare quei pagamenti e il passaggio di mano di cifre di quell’importo. Quando morì la sorella dell’anziana i familiari iniziarono ad avere sospetti sul comportamento dell’imputato e nominarono un amministratore di sostegno, che poi scoprì la sequenza dei prelevamenti e presentò una denuncia. La prima udienza a marzo.