In aula la centrale di Porto Tolle Dieci dirigenti Enel a processo

Ieri il rinvio a giudizio per il 24 settembre. Parti civili i Comuni di Goro e Mesola, la Provincia e il Parco L’accusa: troppe emissioni inquinanti, non filtrate, fecero ammalare bambini e gente del Delta del Po

    MESOLA

    Sarà il processo dell’anno, tra Rovigo e Ferrara, perchè dovrà valutare se la centrale elettrica di Porto Tolle, inquinando l’aria del Delta del Po, abbia potuto far ammalare di più bambini, vecchi e la gente che ci vive. Il giudice per l’udienza preliminare di Rovigo, Alessandra Testoni, ha rinviato a giudizio per il prossimo 24 settembre, davanti al giudice monocratico di Adria, dieci persontra i massimi dirigenti e tecnici dell’Enel a livello nazionale e locale che gestivano e facevano funzionare, appunto, la centrale di Porto Tolle.

    Si tratta di Leonardo Arrighi, che ha siglato il progetto di conversione a carbone per conto di Enel Produzione, oggi Gem; Renzo Busatto e Carlo Zanatta, ex direttori della centrale; l’attuale amministratore delegato di Enel Fulvio Conti e i suoi predecessori Franco Tatò dal 1996 al 2002 e Paolo Scaroni fino al 2005; gli ex presidenti di Enel Produzione, Alfredo Inesi, Antonino Craparotta, Giuseppe Antonio Potestio e Sandro Fontecedro.

    L’accusa -a vario titolo - è di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro Su un piano più generale, per il pm Manuela Fasolato, i dieci indagati, nei periodi di competenza, dal 1998 al luglio 2009 non avrebbero installato impianti ed apparecchi (filtri o altro) destinati a prevenire l’emissione di inquinanti oppure non avrebbero attuato la ambientalizzazione della centrale, continuando ad usare combustibili con alte percentuali di inquinanti piuttosto di altri con un impatto minore.

    Tutto questo, secondo le indagini epidemiologiche condotte nel Delta del Po: e per i danni comunque arrecati , sono paret civile i comuni di Goro e Mesola, così come il parco del Delta del Po Emilia Romagna, la provincia di Ferrara e la Regione Emilia Romagna rispettivamente con gli avvocati Carmelo Marcello, Riccardo Venturi e Giovanni Rossetti.

    Secondo l’accusa che dovrà essere verificata al processo, occorrerà verificare se quelle emissioni (e la omissione dolosa da parte dei dirigenti Enel) possano avere contribuito a creare una aumento di malattie respiratorie e cardiovascolari dovute alle emissioni della centrale.

    In particolare, la popolazione più colpita risulta essere quella tra gli zero e quattordici anni. Sotto accusa c’è il funzionamento con olio combustibile denso con tenore di zolfo superiore allo 0,25 per cento.

    Il processo inizierà il 24 settembre ad Adria. E sarà, tutto sommato, una seconda parte di quello che è stato celebrato negli anni scorsi e che vedeva sempre l’Enel sul banco degli imputati per il reato di getto pericoloso di cose: reato per cui la Cassazione ha accertato la sussistenza dei reati ambientali e danneggiamenti, reati prescritti per una sentenza che ha tuttavia confermato l’inquinamento del territorio. Parte civile anche Greenpeace, Legambiente, Wwf e associazioni ambientali e comitati locali.

    08 febbraio 2012

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