Provincia, Di Martino (Pdl) consegna uno scritto che svela in anticipo i vincitori Zappaterra: non accetto illazioni, chi pensa ad atti illegittimi faccia denuncia
Ingorgo in Procura per i sospetti sui concorsi in Provincia nati a seguito di una lettera anonima che è stata recapitata al consigliere del Pdl Cristiano Di Martino. Ieri Di Martino l’ha portata in Procura di comune accordo con Stefania Milani (Pdl) e Fabio Bergamini Lega Nord), che insieme hanno firmato anche un’interrogazione. La risposta della presidente della Provincia Marcella Zappaterra non si è fatta attendere: pure lei ha deciso di inviare una lettera in Procura in cui dichiara la massima disponibilità sua e degli uffici a dare ogni chiarimento qualora ce ne fosse bisogno.
La lettera anonima, recapitata tempo fa, prende in esame 4 concorsi e fa i nomi dei vincitori. Il primo concorso per dirigente del servizio turismo, attività produttive e sviluppo locale si è già tenuto e l’ha vinto alla grande Roberto Ricci Mingani. L’esito di questo concorso non viene messo in discussione nemmeno dai tre sottoscrittori del questuion time: il vincitore è «un dirigente con indubbie professionalità acquisite anche nel corso del servizio da lui prestato» in Provincia. La pulce nell’orecchio di Di Martino l’ha messa il secondo concorso, quello « per la copertura di un posto di dirigente a tempo indeterminato area amministrativa servizio gestione risorse umane». Il concorso non è finito, ma la lettera anonima indicava come vincitore un nome che coincide con quello in testa alla graduatoria dopo l’orale. A Di Martino, Milani e Bergamini è sembrato opportuno a quel punto consegnare alla procura lo scritto anonimo, che si diffonde anche su altri due concorsi che sarebbero in preparazione. L’interrogazione accantono eventuali risvolti giudiziaria e tratta solo temi politici: i tre consiglieri di opposizione chiedono perchè il primo concorso è stato fatto per titoli ed esami e il secondo solo per esami. «Ma mi chiedo anche perchè si facciano dei concorsi per assunzioni a tempo indeterminato proprio quando si sa che la Provincia non avrà futuro. Equivale ad accollare i costi ad altre amministrazioni che subentraranno». Per Di Martino, poi sarebbe stato meglio indire un unico concorso per poi attingere alla graduatoria.
La risposta tecnica che arriva dalla Provincia dice «che si è optato per l’indizione annuale di concorsi singoli in quanto il rispetto delle misure di contenimento della finanza pubblica può essere accertato soltanto di anno in anno»; inoltre con i concorsi separati si possono meglio selezionare «dirigenti con competenze e caratteristiche professionali specifiche»: un dirigente del servizio turismo e uno del personale non sono la stessa cosa, Per quanto riguarda il secondo concorso si è optato per il criterio di valutazione dei soli esami, «in quanto proprio in occasione del concorso effettuato lo scorso anno si è constatato che “titolo” non equivale a qualità. Si pensi che su 23 candidati partecipanti 8 erano particolarmente titolati , ma soltanto uno di questi ha superato la prova scritta». La Zappaterra fornisce altri dettagli tecnico-legislativi, ma anche lei scende sul piano politico: «La Provincia fornirà tutti gli atti e le informazioni necessarie a fare chiarezza su questa vicenda. Invito chiunque abbia un interesse legittimo a fare accesso agli atti. Chi pensa che siano state adottate state procedure illegittime o scorrette abbia il coraggio di fare denuncia, perché io non intendo tollerare insinuiazioni o illazioni non supportate da azioni coerenti».
Quanto ai concorsi, la presidente asserisce che «Ricci Mingani ha una professionalità e una preparazione dimostrate anche sul campo grazie alle quali il concorso l’ha stravinto. Per il concorso in atto i criteri saranno gli stessi: professionalità e competenza». A Di Martino replica anche sull’opportunità di fare o no concorsi: «Se partiamo dall’assunto che la Provincia è già morta e sepolta allora tanto vale finirla qui. Smettiamola, non facciamo i bandi per l’Idrovia, gli investimenti per le strade, la manutenzione delle scuole...».
La materia dei concorsi, si sa, è delicata e la Zappaterra vuole scacciare ogni ombra di sospetto: «Io non ho debiti di riconoscenza con nessuno, non facciamo scelte clientelari, non abbiamo parenti da sistemare».
Oggi l’interrogazione approda in consiglio provinciale.
Marcello Pradarelli