Le grandi bugie di De Filippo piene d’attualità

La commedia di Eduardo applaudita al Comunale Una vicenda che suscita risate vere e amare

    di Fabio Ziosi

    FERRARA

    Chi non ha mai detto bugie, alzi la mano. Pochi, pochissimi. Me lo immaginavo. Ma si tratta delle bugie di poco conto, per intenderci quelle "con le gambe corte". Ma ne esistono anche altre, quelle con "Le gambe lunghe". Quali sono? E' Eduardo De Filippo (in una intervista a Sergio Romano) a spiegarlo. Sono quelle «che tutti noi dobbiamo aiutare a camminare per non far cadere l'impalcatura della società».

    E l'altra sera al Teatro Comunale è andata appunto in scena "Le bugie con le gambe lunghe" (repliche sino a domani) con la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo. La commedia fu scritta da Eduardo nel 1946. Protagonista è Libero Incoronato-Luca De Filippo, di professione informatore filatelico, ed è nel suo modestissimo appartamento (al quinto piano di un «casermone soffocato da altri casermoni») che va in scena l'arte della bugia, quella con le gambe lunghe. Lui, Incoronato, è l'unico a esserne "esente". Più la si spara grossa e più si è certi di essere creduti. L'imperativo è: negare l'evidenza. Se volete vi diciamo che il lavoro di Eduardo è attualissimo, ma è banale dirlo; anche perché ben altre "commedie" di oggi ne sono intrise. Basta dire che quella ragazza è la nipote di Mubarak che tutti ci credono e sono disposti a giurare e spergiurare che è vero. Ma torniamo al palcoscenico teatrale. L'appartamento di Incoronato diventa una sorta di confessionale, dove due coppie che si tradiscono a vicenda vedono nel padrone di casa il naturale uditore e consigliere, per voler sistemare al meglio le loro storie. In mezzo a questa realtà e menzogna anche Libero ha la sua storia d'amore con Graziella, donna con un passato da prostituta. L'unica ad avere una "macchia" nella sua vita è anche la più sincera, perché non nasconde a nessuno il suo passato. Un turbinio di avvenimenti coinvolge Libero e ogni suo tentativo di uscirne viene vanificato. Ma alla fine, tra un crescendo di risate, anche Libero è costretto a "legare il somaro dove vuole il padrone". Accetta di partecipare al banchetto della bugia (anche perché con le gambe corte, si mangiava veramente poco) e la spara più grossa di tutti e trasforma la sua Graziella in una giovane di famiglia aristocratica e davanti agli altri sbigottiti.

    Tutti bravissimi e un De Filippo fantastico. Molte belle anche le scene.

    11 febbraio 2012

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