Appaltopoli, piena fiducia a Pocaterra

Il sindaco Tagliani: dopo le assoluzioni e la condanna nessun provvedimento del Comune verso il dirigente pubblico

    Era una sentenza attesa anche dall’amministrazione comunale, quella del processo di Appaltopoli. Perchè vedeva come principale accusato uno dei massimi dirigenti comunali, Enrico Pocaterra. E ora a fronte della sua assoluzione (e condanna per un solo capo d’imputazione a 8 mesi, pena sospesa) il Comune di Ferrara rinnova la fiducia a Pocaterra sottolineando - in una nota del sindaco Tiziano Tagliani - che «l' Amministrazione non intende assumere nessun provvedimento nei confronti dell' ingegner Pocaterra, nel rispetto di quanto la legge prevede ed impone». Una sentenza spiega Tagliani appresa «con sollievo, per fatti accaduti diversi anni fa (epoca 2005, ndr) che, comunque, hanno creato in questi mesi un grave danno d'immagine alla città». «L' ipotesi di un governo degli appalti all'interno dell'amministrazione a favore di alcune imprese - precisa il sindaco nella nota - e' risultato per i giudici del tutto privo di fondamento». Una analisi che porta il sindaco a ricordare che «alla luce della sentenza e' risultata saggia la decisione dell'Amministrazione di non costituirsi parte civile del giudizio, evitando un esborso ingiustificato di risorse civiche». Intanto, continua a far discutere l’esito del processo, concluso con l’assoluzione di tutti gli imprenditori imputati e la condanna di Pocaterra a 8 mesi per turbativa d’asta, ma per una sola gara rispetto alle 28 procedure (tra gare e affidamenti diretti). Un processo che si era sviluppato sulle dichiarazioni accusatorie di Maria Amoruso, funzionario comunale, ex collaboratrice stretta di Pocaterra nello stesso ufficio. La Amoruso ha definito «cauto» il verdetto ma, ha aggiunto che «questa sentenza non la considero affatto una sconfitta» poichè in parte «i giudici hanno riconosciuto la fondatezza delle mie dichiarazioni: ci fu una combine (almeno nel caso per cui vi è stata condanna, ndr)». Molti legali commentano in modo opposto: «è stato sgretolato il teorema accusatorio», commenta l’avvocato Maruzzi (difesa Baraldi) sintetizzando il giudizio dei colleghi. Massimo Bissi (difesa Bertoncelli e Ferrari) ribadisce: «Ritengo che il tribunale abbia smantellato la tesi accusatoria e in particolare le dichiarazioni della teste Amoruso, la cui credibilità esce a pezzi dal processo». La collega Anna Domanico (difesa Valentini)lo considera «un verdetto rispettabile. Sorprende la condanna di Pocaterra ma ancora di più il fatto che le dichiarazioni della Amoruso a dibattimento non abbiano portato all’apertura di un’inchiesta sul suo operato».

    12 febbraio 2012

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