«Aspettiamo da 11 anni l’indennizzo dall’Inps»

Sono i 76 operai Enichem, esposti all’amianto: «i giudici ci hanno dato ragione Ma nessuno ci dà spiegazioni sui ritardi nella consegna dei risarcimenti»

    Sono undici anni che aspettiamo di ottenere dall'INPS il riconoscimento dei benefici di legge previsti per i lavoratori che sono stati esposti agli effetti cancerogeni dell'amianto ed ancora non siamo arrivati alla conclusione della vicenda».

    Carletto Rossi, e uno dei tanti ferraresi che divide insieme ad altri 75 dipendenti di Enichem la stessa sorte, e tutti sono rappresentati dai sindacati Cgil, Cisl ed Uil e dal Patronato Inca, e tutti insieme si sono costituiti parte civile ed hanno presentato regolare richiesta all'Istituto nazionale di previdenza sociale senza ricevere, in un primo momento, alcuna risposta.

    «In seguito a questo silenzio - prosegue Carletto Rossi - abbiamo avviato al tribunale di Ferrara un'azione giudiziaria che ci ha riconosciuto il danno e quindi il diritto al risarcimento. Naturalmente questa volta l'Inps si è attivata ed ha fatto ricorso; siamo ancora nel 2006 e solo lo scorso febbraio 2011 la Corte d'Appello di Bologna ha nuovamente confermato la precedente sentenza di riconoscimento dei danni». Però? «Però il giudice l'ha depositata in cancelleria solo nel settembre (questi sono i tempi...) dando all'Inps 60 giorni per ricorrere, cosa che non è avvenuta , anzi il loro Ufficio legale ha comunicato al nostro avvocato che non avrebbe proceduto e che quindi era giusto attendere il rimborso, ma ancora non s'è visto nulla».

    Carletto Rossi ed i suoi colleghi di sventura hanno presentato regolare richiesta di inizio di pagamento l'8 giugno scorso, ricevendo questa volta, subito il 24, una lettera dall'Inps dove si dichiarava che «il beneficio sarebbe stato riconosciuto non appena l'Ufficio legale di sede avesse ricevuto il comunicato con l'esito del ricorso che se respinto, avrebbe dato automaticamente il diritto ai 76 dipendenti o ex dipendenti al risarcimento. Se ormai tutto è stato chiarito - si chiede Rossi - perchè non ci danno quanto ci spetta?».

    La legge in questi casi prevede 1 anno di contributi in più, per ogni 2 anni di lavoro fino ad un massimo di 40 anni; le situazioni individuali dei 76 lavoratori sono ovviamente diverse, qualcuno come Rossi è già in pensione ma ciò non toglie che possa avere un aumento . «Abbiamo tentato di raggiungere telefonicamente la firmataria della lettera dell'Inps - conclude Rossi - dove si riconoscono i nostri diritti ma è stato impossibile; altri si sono presentati di persona ma hanno avuto solo risposte contraddittorie; speriamo che questo appello ci porti ad ottenere al più presto quanto ci spetta che attendiamo da 11 anni o se vogliamo essere buoni, solo dal novembre 2011».

    Margherita Goberti

    12 febbraio 2012

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