I componenti protestano: è un riferimento per la città Per questo non è giusta la proposta di non rinnovarla
CENTO
«La consulta di Cento-Penzale è fondamentale perché dà voce alla città». Si respirano amarezza e preoccupazione tra i componenti della Consulta civica di Cento e Penzale, ancor più dopo aver saputo - riferiscono - «che, in commissione, un consigliere ha proposto di non rinnovare la consulta centese. Mentre in altre occasioni anche il sindaco Lodi ha detto che questo organo non ha senso, perchè non partecipato dalla cittadinanza». Così, affermano all’unisono i 7 consultori (su 9 odierni) che oggi compongono la civica del capoluogo, «è bene che ci ripensino: la consulta ha un ruolo importante, è una cerniera tra le istituzioni e le esigenze dei cittadini, chiamata a esprimere pareri obbligatori e non vincolanti su temi fondamentali per il territorio». A differenza delle frazioni, la consulta «è ed è stata punto di riferimento per la città. Sono stati i centesi a richiedere l'intervento della civica, che si è attivata con successo, su temi come il progetto S. Liberata, interventi al Penzale e in via Risorgimento, convenzioni con le associazioni sportive, e oggi la riorganizzazione delle scuole centesi. Anche se la partecipazione diretta non è così attiva come nelle frazioni, la consulta centese è un'istituzione utile per l'interesse della cittadinanza». Un’occasione importante poi, per il presidente Rudi Rodolfi e i consultori Paolo Balboni, Mauro Bernardi, Franco Grandi, Stefano Mazzanti, Giuseppe Sergio e Mauro Zannarini, per fare un bilancio dell'attività svolta nei 5 anni, in attesa che in Comune si approvi il nuovo regolamento per la formazione delle prossime civiche. «Con un confronto serrato ma positivo tra opinioni differenti la consulta centese ha lavorato con serietà, e sta continuando a operare oggi, pur nella difficoltà che ha comportato, sotto la giunta Tuzet, le mancate nomine da parte del consiglio di ben tre nuovi consultori, e ancor di più, senza ottenere a seguito di suggerimenti, richieste, indicazioni (ieri con Tuzet e oggi con Lodi) senza nessun riscontro. Esempi - dicono i consultori - le richieste andate a vuoto sui lavori nell'alveo del fiume Reno, riorganizzazione scolastica e relativa viabilità, e lo stesso Regolamento per le consulte, temi su cui non siamo mai stati interpellati». Favorevoli a nuove consulte sganciate dei partiti del consiglio comunale, espressione invece dalla cittadinanza che ne elegge tutti i componenti, i 7 consultori centesi non condividono l'attuale bozza di Regolamento. Per loro poi, il problema vero «non è la consulta, ma la carenza d'istituzione e la debolezza del potere dell'amministrazione, che non vuole il confronto con chi ha idee diverse, come le consulte. Se in chi ci governa (ieri come oggi, destra o sinistra) ci fosse voglia di democrazia, la consulta avrebbe ampio potere. Con l'indifferenza e il nuovo Regolamento, si tende invece a depotenziarla, semplificarla. Deve essere ridotta ad un organo fittizio, inutile, per evitare il contraddittorio e la condivisione sulle decisioni». (b.b.)