«A Cona cambieremo la nostra sanità»

A confronto i direttori Rinaldi e Saltari e il presidente dei medici: «facciamo del nuovo polo una sperimentazione»

    «Nei prossimi 15 anni nella nostra regione non verrà costruito nessun altro ospedale: facciamo di Cona una sperimentazione ad ampio raggio». Per Gabriele Rinaldi il domani della sanità ferrarese di cui si discute in Sala Estense è già adesso e parte martedì prossimo con il trasloco da corso Giovecca. Il direttore generale del Sant’Anna è il protagonista dell’incontro organizzato dell’Ordine dei Medici, anche perché il ritardo con cui si presenta il numero uno dell’Asl Paolo Saltari (impegnato per lavoro a Bologna) sfiora le due ore. Sviluppo del confronto tra il caotico e l’anarchico, con gli interventi di cittadini, amministratori pubblici e professionisti della sanità presenti in platea, intervallati dalle domande dei giornalisti Gioele Caccia (La Nuova Ferrara), Stefano Lolli (Il Resto del Carlino), Dalia Bighinati (Telestense) e Marco Zavagli (Estense.com).

    Ma il “focus” è sempre su Cona. Dopo l’open day di domenica scorsa e il disorientamento di qualche cittadino, Rinaldi promette già dai prossimi giorni «mappe con indicazioni più comprensibili: lavoreremo sempre più sui sistemi di accoglienza e di accompagnamento, ma in fondo la nuova struttura – prosegue il manager dell’azienda ospedaliero-universitaria – consiste di tre corridoi orizzontali e cinque verticali, disposti su tre piani: meno complesso di quel che si pensi». Secondo Rinaldi è scorretto dire che i ritardi per avviare Cona siano costati due milioni di euro, «in realtà questo è il costo per la messa in sicurezza e per tenere il tutto a posto e pulito negli ultimi mesi».

    E visto che Progeste (il consorzio che ha realizzato l’ospedale in project financing) sarà pagata solo ad apertura avvenuta, non ci sarà alcuna compensazione: «Non daremo né un euro in più né un euro in meno rispetto a quel che è dovuto su questo versante. Sui servizi vigileremo che le tariffe non siano spropositate». Il contratto del 2006 verrà rivisto (ci sono da calcolare le perizie di variante e l’indicizzazione Istat) e le trattative sono in corso, «ma in altri ospedali che conosco sei o sette anni dopo la fine dei lavori ancora si devono ufficializzare gli importi conclusivi». In sala c’è anche il professor Zamboni e si tocca anche l’argomento dell’ormai prossimo via alla sperimentazione sui malati di sclerosi multipla. Pesa il “no” alla diagnostica arrivato dalla Regione: «Noi abbiamo fatto tutto quel che potevamo fare – assicura Rinaldi – affinché la ricerca potesse partire, a Cona ci saranno tutti gli spazi e i tempi per uno studio di eccellenza che smonti tutte le eventuali rendite di posizioni».

    Saltari arriva quando gli esponenti del comitato a salvaguardia dell’ospedale di Copparo se ne sono già andati, ma incrocia il comacchiese Manrico Mezzogori («finalmente capisco com’è di persona», dice l’attivista). «Dobbiamo cambiare la sanità – spiega il dg dell’Asl – per aggiornarci ai bisogni dei cittadini, quella di dieci anni fa è superata». Aggiornamento sul 118: i piani regionali prevedono due hub in area vasta (uno a Ferrara e uno a Bologna) mentre la centrale operativa sarà unica, con localizzazione ancora da definire.

    «Noi difendiamo i cittadini - spiega in apertura il presidente dell’Ordine dei Medici, Bruno Di Lascio -, dateci la possibilità di farlo. Su tutto quel che si decide c’è bisogno della condivisione dei medici, nelle scelte recenti non è stato così. Noi siamo disponibili».

    Fabio Terminali

    04 maggio 2012

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