I due nemici da abbattere. Pdl contro Pierotti e Monti

Il coordinamento provinciale sposa in toto la causa del grillino Fabbri «A Comacchio tutti a votare anche quelli che si sono astenuti al primo turno»

    Il Pdl ferrarese non è arrivato fino al punto di scrivere “votate e fate votare Fabbri”, ma c ’è andato molto, molto vicino. Il comunicato del coordinamento provinciale che si è riunito ieri mattina non lascia però margini di dubbio sul totale sostegno del Pdl al candidato di Beppe Grillo nel ballottaggio di Comacchio. Invita perfino gli elettori del Pdl che erano rimasti a casa al primo turno a darsi una mossa per fare secco Pierotti: «in continuità con la voglia di cambiamento già emersa nel corso della precedente consultazione (cioè nel 2010 quando il centro destra vinse, ndr) il coordinamento provinciale auspica che tutti i nostri elettori, anche quelli che si sono astenuti al primo turno, tornino a votare, con la consapevolezza che il rinnovamento è un valore».

    Poco importa al Pdl se il voto ha punito in modo severissimo il governo comacchiese del centro destra e meno ancora se Pierotti, oggi nemico pubblico numero uno, è stato per lunghi mesi corteggiatissimo dal Pdl. L’obiettivo - come spiega bene il consigliere provinciale Cristiano Di Martino è impedire che «il Pd chiuda il cerchio» cioè che dopo aver conquistato Cento un anno fa adesso si riprenda, con il civico Pierotti, anche Comacchio.

    Nemmeno il senatore Balboni nel suo intervento ha chiamnato per nome il grillino Fabbri, ma è stato esplicito sui doveri che spettano al partito: il ballottaggio «a mio avviso deve vedere i nostri esponenti locali disinteressatamente a favore del candidato che rappresenta l’unica possibilità di rinnovamento contro il ritorno dei vecchi equilibri incarnati da Pierotti e dal Pd».

    Sul piano formale dovrà essere il coordinamento comunale di Comacchio a pronunciarsi ufficialmente sul ballottaggio, ma in questi giorni si sono già abbondantemente pronunciati e spesi a favore dell’innominato Fabbri sia l’ex sindaco Carli che il candidato sinaco Di Munno.

    Il Pdl ieri si è occupato anche del governo Monti, che viene ritenuto il principale colpevole della sconfitta elettorale subita dal Pdl in questa tornata amministrativa. Nel comunicato, curiosamente, non vi è traccia di questa discussione, ma pare che dai quindici interventi che sono seguiti alla relazione del coordinatore Luca Cimarelli sia uscita una richiesta quasi unanime sull’atteggiamento da tenere sintetizzabile nella formula “staccare la spina” quanto prima al governo tecnico. Balboni ne è straconvinto: «La condizione per recuperare la fiducia dei nostri elettori è una sola: il Pdl deve uscire dalla maggioranza che sostiene il governo Monti».

    Di critiche e autocritiche a proposito delle scelte fatte a Comacchio non se ne sono sentite. Balboni ha allontanato da sè ogni responsabilità sulla candidatura di Di Munno, si perché «è stata concordata con il coordinatore comunale e sindaco uscente Paolo Carli». sia perchè il senatore ritiene che puntare su Di Munno «sia stata una scelta giusta».(m.p.)

    13 maggio 2012

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