Rovereto difende il suo ufficio postale

I residenti sono sul piede di guerra, pronta la petizione «Se si deve risparmiare si sposti lo sportello nell’ex scuola»

    ROVERETO. «Perché?»: è questa la domanda che si fanno i circa 800 abitanti di Rovereto e gli altrettanti delle vicine frazioni e borgate ostellatesi alla notizia di una probabile chiusura dell'ufficio postale. Tutta la popolazione è coesa e decisa a dire la propria, a mettersi in prima fila per evitare la chiusura totale dell'ufficio postale, dove ora vi è un solo impiegato, i portalettere arrivano da Migliarino ed il direttore è quasi una chimera. «Le poste a Rovereto ci sono da sempre - hanno sottolineato con convinzione i rappresentanti degli abitanti della frazione ostellatese - è un servizio fondamentale per questa comunità che fino a poco tempo fa aveva tutti i servizi così da non doversi spostare di continuo fuori dal paese». «E' vero che molti sono anziani, ma ci sono anche tanti giovani che hanno bisogno di servizi. Hanno iniziato con le scuole, niente nido, non più materna o elementari, fino a poco tempo fa c'erano pure le medie. Adesso vogliono toglierci pure la posta e poi che faranno, toglieranno la farmacia, gli ambulatori medici, i negozi e via dicendo...». Insomma una notizia, quella della probabile chiusura dell'ufficio postale, che ha lasciato ben più dell'amaro in bocca. «La posta di Rovereto non è frequentata solo dai residenti del paese, ma si avvalgono dei suoi servizi anche i residenti di Medelana, Parasacco, Alberlungo, Bivio-Correggi, San Vito, Arzana, Dogato - proseguono i promotori del fronte anti chiusura ufficio postale - in tutto se si vogliono fare i conti in tasca si arriva a contare un flusso di circa 2mila utenze. Siamo decisi a non subire supinamente questa decisione e proprio oggi (ieri, ndr), abbiamo distribuito in giro, non solo a Rovereto, ma nei paesi vicini i fogli per una petizione, che presenteremo non solo in Comune, ma anche a chi di dovere delle Poste». «Non c'è una linea taxibus, non c'è niente, dovremo chiedere ad amici, figli, parenti di accompagnarci, a Dogato o magari Ostellato per sbrigare i nostri interessi. No, non ci stiamo. E' per via dell'affitto dello stabile. L'amministrazione potrebbe anche proporre uno spostamento dell'ufficio postale dove prima c'erano le scuole. Si tratta di una proprietà pubblica, il canone affittuario sarebbe irrisorio o nullo e a noi rimarrebbe la posta».

    Maria Rosa Bellini

    14 luglio 2012

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