La scuola di Pilastri si svuota con tristezza

L’edificio è irrecuperabile. Verrà abbattuto e sostituito da un prefabbricato I cittadini commossi: i nostri ricordi resteranno legati a queste aule

    PILASTRI. Le scuole della frazione di Pilastri vengono progressivamente svuotate. In attesa di essere demolite e di lasciare il posto ad una struttura prefabbricata, che dovrebbe nascere in zona stadio. Un pezzo della memoria storica del paese che se ne va.

    Per ammissione dei tanti cittadini, che si sono fermati sui cancelli del plesso dichiarato inagibile dopo il terremoto, impegnati a rincorrere i ricordi di una giovinezza trascorsa tra i banchi dell'istituto. L’edificio conserva la struttura a tre piani realizzata nel 1953, attraverso l'adeguamento di un plesso risalente al 1874, quando il Comune lo rilevò (in precedenza, si trattava della sede della Guardia Pontificia, sul confine del Lombardo-Veneto). Dal 1875 è stato adibito ad uso scolastico e fino agli anni Novanta, a fianco sorgeva il vecchio asilo del paese, in seguito demolito. Una triste sorte che toccherà anche alla scuola, in località Dogana, a due passi dal confine di Porcara, nel mantovano.

    «Generazioni di pilastresi sono venuti a scuola qui - spiega l'edicolante del paese, Piergiorgio Cornacchini - e lo stesso si può dire anche di persone provenienti dalle zone vicine, incluso il mantovano, che hanno scelto di frequentare qui le scuole elementari, preferendo questa sede a Sermide».

    La gente sul cancello parla di “disperazione” nel vedere quella scuola, che è stata anche oggetto di lotta, per la conservazione del plesso, chiudere le sue porte, una volta svuotata, e questa volta per sempre. Il prefabbricato che verrà realizzato a Pilastri garantisce sicuramente maggiore sicurezza - spiega la mamma di un bambino che è tra gli alunni del circolo didattico - ma «affettivamente la nostra scuola resta questa».

    Proprio i volontari del circolo didattico dell'istituto comprensivo hanno fattivamente collaborato, ieri mattina, con i cantonieri, nello sgombero dei primi due piani dell'edificio. Con l'immancabile apporto dei vigili del fuoco volontari, che hanno trasportato tutti i materiali didattici di maggior peso e valore, gli archivi, le lavagne, cattedre e banchi. Persino una teca, che custodisce i resti romani ritrovati nella zona e conservati a scuola: «La nostra storia», commenta qualcuno nel vederli esposti in giardino. «Ho sempre apprezzato soprattutto la comodità di avere le scuole in paese, per i miei figli», dice Riccardo Bollini, originario del Mantovano. Anche in centro il sentimento è di frustrazione e rassegnazione (anche se l'idea di conservare una scuola, ancorché prefabbricata, solleva): «Erano le nostre scuole - dice la commerciante Stefania - ed erano un manufatto del 1875: sapere che verranno demolite ci lascia un senso di tristezza».

    I primi due piani sono ora completamente sgombri, ma la pericolosità della scala del secondo piano, costringerà i pompieri ad intervenire con una piattaforma. Con l'abbattimento, Pilastri darà l'ultimo saluto ad un pezzo di storia.

    Mirco Peccenini

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    12 agosto 2012

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