«Presto andrò dai magistrati»
In questi giorni si trova in Sardegna, in villeggiatura, ma
l'incarico professionale che ha ricevuto dall'appuntato Antonio
Carboni lo costringerà al più presto ad interrompere il periodo di
riposo per raggiungere il Palazzo di giustizia di Sassari.
L'avvocato ferrarese Dario Bolognesi, difensore del carabiniere
accusato di lesioni gravi e da ieri agli arresti domiciliari,
annuncia la richiesta di un incontro con il pm Garau e il gip
Zaniboni, «magistrati eccellenti, dei quali ho la massima stima,
per capire le ragioni del provvedimento». Un contatto che,
causalmente, è stato agevolato proprio dalla presenza del legale
nell'isola famosa per le sue coste. Bolognesi e lo stesso Carboni,
sottolinea il legale, sono «rimasti molto stupiti». Carboni,
ribadisce l'avvocato, «è sempre stato un carabiniere eccellente»,
la vicenda va verificata con gli atti alla mano «per capire bene
cosa effettivamente si contesta al mio assistito e quali sono le
circostanze che hanno portato alla decisione assunta dal
gip».
A lasciare perplesso il legale è la motivazione fornita a sostegno
del provvedimento che ha disposto l'arresto del carabiniere. «Da
quanto abbiamo appreso - dichiara l'avvocato Bolognesi - sarebbe
stata la possibilità di una reiterazione del reato a indurre il
giudice a ordinare gli arresti domiciliari. Ma come è possibile
pensare che questo possa accadere quando l'appuntato è rientrato a
Ferrara al suo lavoro e la parte lesa si trova ad Alghero? Non mi
pare, se questo fosse il vero motivo del provvedimento, che ci
siano le condizioni per mantenere questa misura».
Si annuncia quindi una battaglia legale sulla richiesta di
scarcerazione che potrebbe rappresentare il prossimo passo della
vicenda giudiziaria. Bolognesi evidenzia che «il fatto al centro di
questo caso è chiaramente legato a circostanze eccezionali.
L'appuntato Carboni ha sempre ottenuto in tutti questi anni
attestati di merito». Al quotidiano »la Nuova Sardegna« ha
dichiarato che comunque il militare «non avrebbe dovuto reagire in
quel modo, ha perso il controllo e questo non dovrebbe avvenire».
L'avvocato si sta anche informando su un «fatto analogo» avvenuto
un mese fa che - dice - potrebbe aver condizionato il clima attorno
alla vicenda (anche se è bene ricordare che la misura restrittiva è
stata disposta dal giudice e non dal pm): un calciatore di una
squadra locale avrebbe colpito un tassista durante un diverbio
procurandogli ferite guaribili in 60 giorni. Per lui era scattato
l'arresto.
(19 agosto 2008)