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Contributi per bloccare gli sfratti

Gli inquilini: nel 2010 sarà emergenza. E il Comune cerca una soluzione
di Stefano Ciervo
sfratti
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FERRARA. Il 2010 sarà l’anno nero per gli sfratti. I segnali ci sono già, guardando l’andamento del 2009, ma le prospettive dei prossimi undici mesi, che saranno segnati in profondità dagli effetti della crisi economica, fanno davvero paura. Per questo l’amministrazione comunale sta mettendo a punto un nuovo meccanismo di aiuto, in grado di “accompagnare” gli sfrattati fino alla casa popolare.

La sollecitazione è arrivata dal Sunia, il sindacato inquilini, che vede nerissimo per l’anno in corso: «Se il 2009 è andato male, ci aspettiamo per il 2010 un autentico boom degli sfratti per morosità - è l’allarme di Galileo Goretti, segretario provinciale degli inquilini - Le famiglie che non ce la fanno più a pagare l’a ffitto aumenteranno a causa di cassa integrazione, licenziamenti e diminuzioni del reddito».

Vista l’emergenza alle porte, in un recente incontro con amministrazione comunale e Asppi, la principale associazione dei piccoli proprietari immobiliari, si è parlato di come cambiare alla radice le regole del sostegno pubblico agli sfrattati. Oggi il Comune aiuta le famiglie indigenti (devono aver pagato almeno un anno di affitto con il canone che arriva al 30% del reddito) al momento dell’esecuzione dello sfratto, attraverso l’erogazione di una somma che va coprire il 100% del nuovo canone per i primi tre mesi, e poi una quota corrispondente a 250-300 euro fino all’a ssegnazione della casa popolare. Gli inquilini devono affrontare il disagio di traslocare almeno due volte, dovendo tra l’altro spendere soldi per l’avvocato, mentre i proprietari non vedono un euro nei mesi che passano dalla sentenza del tribunale fino alla esecuzione dello sfratto, e si devono poi cercare inquilini più affidabili. «Conviene a tutti trovare una soluzione migliore, che affronti alla radice il problema» è la valutazione di Goretti.


Lo schema in elaborazione è questo: intervenire subito, al momento della sentenza del tribunale, indirizzando l’aiuto alla famiglia sul pagamento di gran parte dell’affitto della casa sulla quale insiste lo sfratto, fino al momento dell’attivazione della graduatoria Acer. In questa maniera si risparmierebbero tempo e soldi da una parte e dall’altra, facendo coincidere l’esecuzione dello sfratto che ha validità dieci anni, con l’ingresso della famiglia nella casa popolare. «Sì, stiamo lavorando ad uno schema di questo genere, pensiamo di poter chiudere un accordo con tutte le associazioni di proprietari e gli inquilini nel giro di poco tempo» conferma Ivano Guidetti, responsabile dell’Ufficio casa del Comune. L’aiuto pubblico arriva anche per le fine locazioni, in caso ci siano i requisiti di reddito.

In città l’anno più difficile per gli sfratti è stato il 2008 con 127 esecuzioni, dei quali 27 per morosità. L’anno scorso ci sono stati altri 27 sfratti di famiglie che non pagavano l’affitto, sui 69 totali, e in generale le morosità negli ultimi anni sono state contenute attorno a queste cifre. Il Comune per ora non ha previsto in bilancio aumenti del Fondo affitti, è probabile che con l’a ssestamento autunnale diventi necessario reperire risorse aggiuntive.
(09 febbraio 2010)
 
 
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