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Palazzo Racchetta, nuovo tempio della cultura

Dopo un accurato restauro oggi ospita la mostra Arte in 3D

 FERRARA. Meraviglia, stupore ed entusiasmo ha suscitato sabato sera l'inaugurazione del Palazzo della Racchetta in via Vaspergolo 6, riconsegnato alla cittá dopo il restauro come un nuovo spazio d'arte e cultura. Il proprietario Laerte Balboni ha infatti pensato di destinarlo ad eventi di qualitá come meritano i suoi prestigiosi saloni impreziositi da caminetti d'epoca, soffitti dai cassettoni dove ora sono leggibili gli stemmi delle corporazioni medievali a cui ha ridato vita e colore la restauratrice inglese Dianne Pollard ed ancora il cotto, gli archi loggiati e i materiali lignei e lapidei che via via scandiscono la presenza di vari insediamenti avvenuti nei secoli. Tutto frutto di una ricerca storica compiuta anche sui materiali di questo palazzo dal nipote Enrico Ravegnani.  Una lapide sulla facciata datata 1954 è stata posta a ricordo di quella che fu nel lontano 1901 la prima sede della Camera del Lavoro di Ferrara. Ma il nuovo volto di Palazzo della Racchetta (così chiamato in ricordo del gioco che si svolgeva nel Medioevo nella via adiacente) ha tenuto a battesimo uno dei numerosi eventi della 5ª Biennale Internazionale d'arte di Ferrara, ovvero Arte in 3D, un reciproco omaggio che mostra sculture e installazioni degli artisti Monica Folegatti, Cesare Viola, Laura Caramelli, Vittoria Marziari, Milena Crupi, Alexandra Andrea Morandi, Mauro Salvetti, Michele Niccolai, Anna Tazzari, Claudia Gollini, Davide Rossi, Kyrham, Gioraro, visibili per ora solo il pomeriggio ma che si arricchiranno di altre proposte nei prossimi fine settimana.  Il 16 e 17 ottobre ci sará infatti un appuntamento con Cna e la moda ferrarese a cui seguiranno altre proposte diversificate fino a dicembre quando si concluderá momentaneamente la collaborazione con gli operatori che hanno organizzato questa prima rassegna tra cui per Ferrara Pro Art e l'associazione Olimpia Morata.  Palazzo della Racchetta sorge a ridosso di quella che fu dal VII all'XI secolo la via delle Volte, l'arteria di più antico sviluppo urbano che costeggiava il Po di allora prima che deviasse nel 1152, con i magazzini sulla riva del fiume e le botteghe-abitazioni per il centro; un esempio di costruzione che abbina al piano terra la parte medievale a quella rinascimentale sopra. (m.g.)

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