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Bassani e il Morandi perduto

Lo scrittore fu costretto a venderlo per le precarie condizioni economiche. Il quadro regalato nel 1942 fu nascosto nel giardino sotto la magnolia di via Cisterna del Follo

FERRARA. Indubbiamente Giorgio Bassani sta vivendo una sorta di "riscoperta". Era ora. "O tu cui lenta abbraccia la collina accaldata, / casa persa nel verde, esile volto e bianco, / solo tu durerai, muto, eroico pianto, / non resterai che tu, e la luce assonnata". La poesia di Bassani "Per un quadro di Morandi" è stata scelta per accompagnare la bella mostra di Alba "Giorgio Morandi l'essenza del paesaggio" (Fondazione Ferrero, aperta fino al 16 gennaio 2011). La lirica, contenuta nella raccolta "Te lucis ante" del 1947, è ispirata ad un paesaggio del grande pittore bolognese, paesaggio che, in una variante, Bassani sceglierà per la copertina dei suoi racconti.

La frequentazione tra Bassani e Morandi, documentata anche nella mostra ferrarese "Giorgio Bassani. Il giardino dei libri", aveva avuto inizio negli anni universitari e, nel 1942, il pittore bolognese aveva donato al giovanissimo scrittore un suo quadro, ora perduto, la cui storia singolare è ricordata nel catalogo della mostra (pp. 104, 105).
"Morandi nel 1942, regalò a Bassani un suo quadro, di piccole dimensioni, rappresentante un vaso di fiori (delle dalie, o più probabilmente dei crisantemi, ricorda Valeria, il tutto accordato su dei toni bianchi, grigi e violacei). Bassani lo teneva nel suo studio, situato al pianterreno della casa di Ferrara, in via Cisterna del Follo, e quando fu in prigione raccomandò ai familiari di metterlo al sicuro (in una lettera Valeria rassicurerà Giorgio avvertendolo che il quadro, 'il nostro quadro' è stato 'tolto'). Durante la guerra, il dipinto fu interrato in giardino, e poi, alla liberazione, riesumato. La firma che il pittore vi aveva apposta, era però scomparsa perché erosa dall'umidità. Bassani raccontava di essere allora andato a Bologna da Morandi per chiedergli di rifirmare il dipinto e che questi gli aveva risposto: 'Purtroppo non posso, non sono più nello spirito'. Poco dopo, in ogni caso, nel 1947, Bassani, (e ne avvertì naturalmente, Morandi) fu costretto per sopravvivere, a vendere sul mercato romano, per 40.000 lire, quel quadro, a cui, fino all'ultimo aveva tanto tenuto".

Le precarie condizioni economiche della piccola famiglia (Bassani e Valeria si erano sposati nel 1943 e nel 1945 era nata la figlia Paola) sono documentate anche da una lettera, datata 27 settembre 1944, di Giorgio al padre ed esposta in mostra. "...Qui a Roma tra Ufficio stampa del P. A., giornali ed editori me la cavo discretamente. Non che riesca a bastare completamente a me e a Val. Però. Ci vogliono dalle 7 alle 8 mila lire al mese, solo per mangiare e dormire. Io arriverò si e no a 6. Dei nostri capitali non è restato pressoché nulla. Temo che presto dovremo vendere i primi orologi...".
La mostra "Giorgio Bassani. Il giardino dei libri" rimarrà aperta, a Palazzo Turchi di Bagno in corso Ercole d'Este e al Liceo Classico Ariosto fino al 17 dicembre prossimo. Il catalogo della mostra è in vendita a Ferrara presso Feltrinelli e Melbookstore. (s.o.)

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