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«Una virata tutta rock»

Sabato i Sonohra al teatro Nuovo, prima data del tour. I due fratelli vincitori della sezione Giovani a Sanremo: la musica d’autore non nasce nei talent show

FERRARA. Hanno vinto la sezione 'Giovani' di Sanremo nel 2008 e da allora il successo arride ai Sonohra, il duo veronese composto dai fratelli Luca e Diego Fainello, che l'11 dicembre faranno partire proprio da Ferrara, per l'esattezza dal Teatro Nuovo, il loro nuovo tour europeo. Dopo l'uscita dell'Ep "A place for us" il duo cerca di rilanciarsi sul mercato internazionale.

Sarà la prima data del tour invernale che, come precisa Luca, il fratello maggiore dei Sonohra, potrebbe proseguire anche nell'estate 2011.  «La scelta di Ferrara è stata tutto sommato casuale - spiega Luca alla "Nuova" - ma siamo felici di iniziare in terra estense dato che da quelle parti abbiamo molto pubblico e sarà un'emozione incontrarlo».  I Sonohra sono un fenomeno giovane del panorama italiano, quindi ancora alla ricerca della cosiddetta "maturità" artistica. Ma Luca ha le idee chiare e l'umiltà di chi sta compiendo assieme al fratello un percorso di crescita senza troppi grilli per la testa.  «Il successo non ci ha resi famosi, ma noti», è la frase che più ogni altra rivela come i Sonohra abbiano mantenuto semplicità ed equilibrio. 

Parliamo del nuovo tour. Cosa ci dobbiamo aspettare? «Sarà un concerto con nuovi arrangiamenti dei nostri brani, ripresi dall'ultimo Ep uscito il 30 novembre con l'aggiunta di qualche cover, e una scenografia tutta da scoprire: a realizzarla è stato un artista contemporaneo veronese, Federico Ferrarini, che ha ripreso la copertina dell'Ep aggiungendo un fondale in stile e luci d'effetto. Nel corso dello show non mancheranno le sorprese, proprio perché la scenografia cambierà di brano in brano». 

Gli arrangiamenti segnano un cambio di stile dei Sonohra che verrà mantenuto nel tempo? «Dal pop abbiamo virato decisamente verso il rock, uno stile che pensiamo di mantenere e che amiamo molto, non a caso eseguiamo cover di Clapton e B.B. King, per fare due nomi. A livello musicale il concerto sarà suddiviso in tre parti: la prima elettrica, quindi un intermezzo unplugged, poi un'ultima parte ancora elettrica».

Dal pub siete passati direttamente sul prestigioso palco di Sanremo, ottenendo consensi e un successo di pubblico (in gran parte femminile). Come avete affrontato questo cambiamento improvviso della vostra vita? «È stato un forte impatto, un gran colpo psicologico, anche perché Sanremo dà un'esposizione mediatica non indifferente. Affrontiamo tutto ciò sapendo che è importante mantenere i piedi per terra e con la consapevolezza che dovremo lavorare ancora tantissimo. Quindi studiare, sperimentare e cercare collaborazioni importanti. Per il prossimo progetto abbiamo già molte idee sulla musica, mentre per i testi intendiamo avvalerci del contributo di qualche cantautore italiano, magari di Pacifico».

Trovate che la musica d'autore in Italia sia in crisi? Come vedete il panorama nazionale? «Senza voler creare alcuna polemica, credo che i percorsi di costruzione di carriere musicali fossero migliori prima dell'avvento dei 'talent'. Oggi si creano artisti 'usa e getta' che hanno successo un anno e l'anno successivo, quando i talent-show di riferimento avranno nuovi vincitori, cadono nell'oblio. Tutto ciò non fa che uccidere la musica d'autore».

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