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L’antica farmacia Bragliani-Navarra torna agli splendori

La settecentesca farmacia Bragliani-Navarra, custodita in uno dei refettori del chiostro S.Maria delle Grazie, sede del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell'Università di Ferrara, oggi alle...

La settecentesca farmacia Bragliani-Navarra, custodita in uno dei refettori del chiostro S.Maria delle Grazie, sede del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell'Università di Ferrara, oggi alle ore 17 aprirà le porte alla città per presentare il completamento degli arredi reso possibile dallo stretto rapporto tra la Facoltà di Farmacia e l'Ordine dei Farmacisti, formazione e professione. In occasione della presentazione, Fabio Mangolini, presidente del Teatro Comunale di Ferrara, terrà alcune letture tratte da Una notte del '43 di Giorgio Bassani.

“La farmacia Navarra-Bragliani è stata non solo bottega di speziali, ma anche punto di incontro culturale e testimone di un importante periodo storico ricco di tradizione e di innovazione - afferma il prof. Stefano Manfredini, direttore del Dipartimento di Scienze farmaceutiche -. E' emblema della città, della sua storia, del suo territorio e della sua Università. Questo ripristino consente di rendere visibili elementi della nostra cultura poco conosciuti, che ci auguriamo possano essere fonte di interesse e nuova attrazione tra le tante che una città così ricca è già in grado di offrire”.

In tutta la Farmacia sono ora esposti strumenti scientifici e contenitori: vasi ceramici da farmacia, albarelli e strumenti scientifici veri e propri.

Risale al 1738 la concessione da parte dello Stato Pontificio di aprire un esercizio farmaceutico al n°1692 della Piazza della Pace, ora Corso Martiri della Libertà. Nel 1864 Filippo Navarra acquista con rogito del notaio Ferraguti l'immobile e la farmacia e ne affida la ristrutturazione all'ing. Conte Carlo Laderchi. Nel 1910 la farmacia passa ai Bragliani, il nipote Alessandro la cederà nel 1976 a Caretti, donandone gli arredi alla Facoltà di Farmacia. Dopo un lungo periodo di abbandono, viene restaurata e riportata alle cromie originali grazie all'intervento di Lions ferraresi per interessamento di Giulio Cesare Frignani, Dionisio Mazzotta, Giorgio Forlani e Michele Capomacchia. Intervengono nel restauro un noto laboratorio cittadino diretto da Lino e Marcello Zanella e l'antiquario Maurizi di Macerata.

Giorgio Forlani e Chiara Beatrice Vicentini, docenti della Facoltà, raccolgono l'invito del presidente dell'Associazione Italiana di Storia della Farmacia Italiana, Antonio Corvi, a completare l'opera con un adeguato corredo. Viene ricostruita l'officina, il direttore Stefano Manfredini rende subito disponibile la collezione presente in Dipartimento.

Molti sono invece gli interrogativi sulla possibilità di una ricostruzione storica. Si cerca invano una traccia nelle riprese girate nel '60 all'interno della farmacia per il film con Gino Cervi La lunga notte del '43 di Florestano Vancini. Viene raccolto da Giorgio Forlani, complice l'Ordine dei Farmacisti ed il suo presidente Livio Luciani, un cospicuo e interessante materiale datato tuttavia al primo Novecento.

Chiara Vicentini, nell'impossibilità di reperire materiale coevo agli arredi, cerca un legame con la città e con quanto le sia peculiare. Pensa quindi di svolgere una ricerca nell'ambito della ceramica graffita di tradizione locale. Alla dipartita degli Estensi dalla città (1598) l'arte ceramica ferrarese si spense. Negli ultimi decenni del Novecento un gruppo di ceramisti ferraresi ha riportato in vita questa antica arte. Manuela Barattini di Ceramiche Artistiche Ferraresi ha contribuito a rianimare con un tocco tutto ferrarese le vetrine e il bancone con vasi di straordinaria bellezza.

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