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Per i novant’anni dell’Apollo Allen sul grande schermo

Ferrara ospita per l’occasione l’anteprima italiana di Midnight in Paris Il film è legato alla mostra a Palazzo Diamanti già vista da 72.500 persone

FERRARA

La tv aveva due canali e internet non esisteva. Erano gli anni d'oro del cinema, che attirava nelle sue sale centinaia di persone affamate di storie. Non c'era niente di più bello di chiudersi in una sala e guardare i grandi film Hollywoodiani che facevano vivere, con i loro paesaggi, le loro musiche e i loro attori, per un paio d'ore, il Canada e il Texas anche a chi aveva sempre vissuto in provincia.

Si evadeva dalla realtà e allo stesso tempo ci si innamorava, si sognava, ci si emozionava. Il cinema Apollo quest'anno festeggia i novant'anni di attività, anche se il primo atto notarile risale addirittura al 1915, con un evento importantissimo che si terrà il prossimo primo dicembre: l’anteprima nazionale del nuovo film di Woody Allen "Midnight in Paris" il primo dicembre alle 20.30.

Il film, che è ambientato a Parigi tra i giorni d'oggi e gli anni dell'avanguardismo, si sposa benissimo con la città e ciò che sta vivendo in questo periodo. «Abbiamo voluto ricordare il passato e allo stesso tempo guardare al futuro e questo ci sembra il film adatto - spiega Roberto Roversi, dell'Arci Ferrara - Sappiamo tutte le difficoltà del mercato ma vogliamo comunque essere fiduciosi e continuare ad impegnarci. L'Apollo e la città stessa meritano una celebrazione e questo è il momento giusto». L'iniziativa, organizzata da Arci, Ferrara Arte e dall'amministrazione comunale ha dato prova che unendo le forze si possono creare eventi speciali importanti. «Sono molto soddisfatto della collaborazione tra enti e istituzioni - dice Massimo Maisto, vicesindaco e assessore alla Cultura di Ferrara - e anche dell'interessamento dei cittadini a supportare certe iniziative affinché diventino realizzabili. Il problema della cultura non riguarda solo assessori o presidenti, ma anche i ferraresi e ringrazio Massimo Maiarelli, commercialista appassionato di cultura, che ha dato il suo contributo nel creare contatti, coinvolgendo anche uno sponsor (Vassalli - Bakering) necessario per la realizzazione».

«Io sono nato e cresciuto a Ferrara. Amo questa città e se posso dare il mio contributo per realizzare iniziative culturali sono ben contento di farlo» ha affermato Maiarelli. Il Palazzo dei Diamanti è stato fondamentale in tutta l'operazione. Con la sua mostra "Gli anni folli" sta attirando tantissimi turisti da Italia ed estero (gli ultimi dati hanno superato le oltre 72mila e cinquecento presenze).

Quando Carlo Rossella, presidente di Medusa Cinematografica ha visitato la mostra, si è reso conto subito del connubio che c'era tra le opere esposte e il film di Allen e si è cominciato a organizzare la proiezione esclusiva nella città Estense. «E' un modo per valorizzare ancor di più quei grandissimi personaggi che hanno segnato un'epoca e influenzato tanti artisti delle successive generazioni - afferma Maria Luisa Pacelli, direttrice delle Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea -, un viaggio che spazia dal cinema alla pittura e dalla letteratura alla musica».

La proiezione sarà accessibile unicamente con invito, per averlo, è necessario dimostrare di essere clienti del cinema portando almeno un biglietto di una recente proiezione. Un modo per premiare tutti gli appassionati che nonostante tv, satellite e web non hanno rinunciato al grande schermo. Le anteprime di solito se le competono Roma, Milano e Torino, ma questa volta, quello ferrarese, sarà il primo pubblico italiano a godere dell'ultimo lavoro di uno dei più grandi e instancabili cineasti degli ultimi quarant'anni. «Dopo il film, ci sarà l'apertura straordinaria della mostra a Palazzo dei Diamanti, che sarà accessibile dalle 23.30 all'1.30. - afferma Mario Canella, amministratore di Ferrara Arte - La mostra notturna sarà riservata a tutti coloro che hanno preso parte alla proiezione per vedere o rivedere, e vivere quel contesto raccontato da Allen». Nei suoi “Scritti”, Picasso affermava che: «La pittura non è fatta per decorare appartamenti. È uno strumento di guerra offensivo e difensivo contro il nemico». Pittura, cinema e letteratura per combattere una guerra contro tagli ingiusti, che colpiscono musei, cinema e teatri.

Samuele Govoni

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