Quotidiani locali

La Nuova oggetto di intimidazioni

Le inchieste del quotidiano e di Daniele Predieri segnalate da “Ossigeno per l’informazione” come esempio di quando dietro ad una querela pretestuosa si nasconda l’intenzione di punire la libera informazion, vedi i casi Aldrovandi e Coop Costruttori

Si chiama “Ossigeno per l’informazione”  (www.ossigenoinformazione.it) ed è l’osservatorio della Federazione nazionale stampa e dell’Ordine dei giornalisti su tutto ciò che impedisce ai cronisti di fare il proprio mestiere fino in fondo che siano minacce, intimidazioni, querele e cause penali e civili con richieste milionarie per danni. Nel Dossier Emilia Romagna dell’Osservatorio, diffuso domenica scorsa a Bologna, ci sono anche i giornalisti della Nuova Ferrara, ci sono i casi che hanno portato il giornale a doversi difendere nei tribunali, anche in questi giorni e solo per aver scritto notizie.

Il dossier è stato realizzato in occasione della manifestazione di solidiarietà di un giovane giornalista, Giovanni Tizian, collaboratore della Gazzetta di Modena, che dal 22 dicembre vive sotto scorta, 24 ore su 24, per aver scritto servizi sulla penetrazione della ’ndrangheta nella nostra regione e nel Nord.

Per quanto riguarda la Nuova Ferrara non si parla di minacce mafiose o intimidazioni, ma di querele e cause civili, a raffica. Per casi che i ferraresi conoscono assai bene: il caso Aldrovandi-Guerra, quello del crac Coopcostruttori e dell’inchiesta Minna-Carabinieri.

Per il caso Aldrovandi-Guerra, il primo processo è fissato il prossimo 1 marzo: qui giornalisti e direttore della Nuova Ferrara sono imputati di diffamazione con Patrizia Moretti, la mamma di Federico, per aver riportato le sue affermazioni in merito alle indagini, dei primi mesi dopo la morte di Federico, della ex pm Guerra che stentarono a decollare se non sollecitate dal blog di Patrizia Moretti.

Il caso Aldrovandi-Guerra, vede chiama in causa il giornale, anche in sede civile: per il 21 marzo è fissato davanti al tribunale di Ancona, il processo per una richiesta danni di non meno di 1 milione e mezzo di euro: la Nuova Ferrara è accusata di aver operato una campagna stampa denigratoria e diffamatoria pubblicando, nell’arco di 3 anni, una serie di articoli sugli sviluppi dellle inchieste successive a quella della morte di Federico.

«Il magistrato - si spiega nel dossier - ritiene di essere vittima di una campagna stampa denigratoria e diffamatoria: la richiesta è di un milione e mezzo di euro di risarcimento a tre direttori, quattro giornalisti e a Finegil-Gruppo Espresso, l’ editore».

Ma i problemi giudiziari per la Nuova Ferrara e i suoi giornalisti non finiscono con il caso Aldrovandi-Guerra. Per il crac Costruttori, Giovanni Donigaglia, imputato principale nel processo attualmente in corso sul fallimento della Coop argentana, (e accusato di associazione a delinquere finalizzata alle bancarotte) contesta al giornale una campagna stampa diffamatoria con 30 articoli pubblicati dal 2008 al 2011, «tutti redatti – si spiega ancora nel dossier di Ossigeno per l’informazione – sulla base di atti giudiziari della procura di Ferrara». Anche in questo caso si tratta di una causa civile, fissata davanti al tribunale civile di Roma (dove ha sede l’editore, Gruppo Espresso) e la prossima udienza è fissata al 14 febbraio. Ultima ma non ultima la vicenda Minna-Carabinieri: nel dossier viene ricordato l’interrogatorio cui erano stati sottoposti un giornalista della Nuova Ferrara e uno del Resto del Carlino: la procura voleva conoscere le fonti dei giornalisti che avevano scritto di questa inchiesta.

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