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Case protette, rivoluzione in arrivo

Dal 2014 stop alle gestioni miste: o tutto pubblico o tutto privato. Le norme per l’accreditamento

Mentre a Ferrara e in provincia continua la polemica relativa all’esternalizzazione degli asili, è in atto una rivoluzione silenziosa all’interno di un altro comparto dei servizi alla persona, quello relativo alle residenze per anziani. La Regione ha infatti disposto che entro la fine del 2013 tutte le case protette presenti sul suo territorio – siano esse pubbliche o private- debbano accreditarsi, ovvero rispondere a degli specifici standard relativi non solo alla struttura di accoglienza, ma anche al personale inserito e alle tariffe delle prestazioni offerte. La norma che stabilisce quest’obbligo, emanata nel giugno 2011, prevede anche il superamento del sistema a gestione mista: un cambiamento rilevante per gli equilibri cittadini, se si considera che il Comune di Ferrara è uno tra i più anziani d’Europa. Gli over80 infatti costituiscono l’8,2% della popolazione totale ( dati relativi al 2010). I servizi per gli anziani sono stati tra i primi a essere esternalizzati: già da diversi anni, oltre alle residenze completamente pubbliche e a quelle completamente private, si sono aggiunte molteplici esperienze di collaborazione. Edifici di proprietà pubblica affidati alle cooperative sociali, strutture private con posti convenzionati per le graduatorie comunali, e ancora: gestioni pubbliche affiancate dai privati solo per alcuni compiti specifici. L’universo delle vecchie “case protette” – ora diventate Case residenza per anziani - è oltremodo variegato. Per darea a questo paesaggio frastagliato maggior ordine è stato stabilito come – sempre entro il 31 dicembre 2013 – le strutture a gestione mista debbano collocarsi definitivamente da un lato o dall’altro del tavolo: optare quindi per una gestione interamente pubblica o privata, con relativo personale eterodiretto.

Ad oggi a Ferrara non esistono esempi di residenze che hanno optato per l’internalizzazione. Complice la congiuntura economica sfavorevole, le amministrazioni non hanno presentato proposte in questo senso poiché sarebbero state finanziariamente onerose e complesse per quanto riguarda il necessario incremento di personale tramite concorso. Si è quindi avviato un processo che sta portando le esperienze miste verso la gestione completamente privata, presa in carico delle coop sociali.

«I motivi che hanno indotto la Regione a questo passo sono molteplici» spiega Manuel Fossati, amministratore delegato della cooperativa Cidas, una delle realtà più attive e presenti nel territorio ferrarese. Il motivo che ha spinto la Regione a legiferare in materia di accreditamento ai servizi per anziani ha avuto origine dalle necessità di omogeneizzare le prestazioni e i relativi fattori produttivi (costi) fra tutte le Province della Regione. Egli sostiene che un peso determinante abbiano avuto alcune valutazioni di carattere organizzativo: «la macchina pubblica è fisiologicamente più lenta e complessa. Nella pratica quotidiana il privato riesce con più velocità ed efficacia nella risoluzione dei problemi che si presentano, perché la sua filiera organizzativa e decisionale è più corta. A parità di competenze e capacità, pubblico e privato restano macchine diverse, da cui si ottengono risultati altrettanto diversi».

Attualmente a livello provinciale sono diverse le strutture impegnate nell’accreditamento transitorio, ovvero nel passaggio alla gestione privata abbinato alla ristrutturazione del servizio sulla base dei nuovi requisiti richiesti. I soggetti che volessero partecipare a un bando per l’assegnazione ex novo di una struttura dovrebbero provvedere a un accreditamento leggermente diverso, chiamato provvisorio. In entrambi i casi la chiave di volta sarà il primo gennaio 2014, quando tutte e due le tipologie dovranno essere pronte per l’accreditamento definitivo, che garantirà parametri coerenti sia in termini qualitativi che qualitativi.

Mauro Alvoni


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