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Schiff e la Chamber creano un binomio magico

Senza alzarsi dal pianoforte il grande musicista dirige alla perfezione la Coe Un risultato difficile da raggiungere, anche grazie agli insostituibili “sostituti”

FERRARA. Lui non dirige l’orchestra, la suona. Come se fosse il suo pianoforte. András Schiff accompagna con le mani, anzi con dita, violini, flauti, oboe, fagotti, viole, timpani, braccia quasi sempre in orizzontale come se stesse seduto davanti la tastiera anziché sulla predella direttoriale, con passaggi e mimiche in levare e battere che esprimono la gestualità del pianista.

Il signor András Schiff pianista sa come ottenere quello che vuole quando suona il pianoforte, i piani e pianissimi, le impennate del forte, il contrappunto col rubato, tutto per concorrere all’espressione di una musica che lui estrae dalla pagina per farla vivere. E ci prova anche con l’orchestra. Il bello è che ci riesce: sembra un’altra Chamber Orchestra of Europe, rispetto a quella imprecisina ascoltata (sempre per la stagione di Ferrara Musica) il 24 novembre scorso. Miracolo Schiff, verrebbe da dire. Miracolo silente, perché lui fa nulla per apparire, anzi la sua camminata verso la predella direttoriale è pacata e al suo ingresso in scena tiene le mani giunte, come per pregare il pubblico di non entusiasmarsi troppo, tanto è lì per suonare, mica per offrirsi al divismo. Poi adotta la stessa pacata gestualità anche con l’orchestra, a cui va riconosciuto il merito di aver suonato mettendoci tanto del proprio, sotto l’istrionico sguardo del pianista-direttore cui sfugge nulla, dirige a memoria, esorta, incalza, addolcisce, invita. Grandissime le prime parti della Coe, col violino di spalla Lorenza Borrani e la flautista Clara Andrada e l’oboista Kai Frömbgen e il percussionista Geoff Prentice insostituibili “sostituti” del direttore, si fa per dire, arzigogolando. Abbiamo assistito ad uno dei rari concerti dove l’esecuzione primeggia rispetto alla fama dei brani eseguiti. Come si fa a fare il direttore-esecutore senza alzarsi dalla tastiera e guidando a tempo ed a modo? Si affida tutto agli insostituibili “sostituti”. Tutto qui. A Schiff riesce facile. A chi altri? Non sapremo dirlo. Boato di applausi e bis per ringraziare: una marcetta di Haydn allegra come un can-can.

Athos Tromboni


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