Quotidiani locali

Il caso Aldrovandi all’assemblea di Amnesty international

A Senigallia, l’apertura del convegno dedicata ai familiari delle persone morte in interventi delle forze dell’ordine

Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandri, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, Domenica Ferulli, figlia di Michele, e Lucia Uva, sorella di Giuseppe, hanno aperto oggi a Senigallia, insieme all’avvocato Fabio Anselmo che difende le quattro famiglie, la XXVII Assemblea generale di Amnesty International.

Il problema più grande per le famiglie colpite da gravi violazioni dei diritti umani, ha spiegato Anselmo, è l’isolamento, «un meccanismo di autodifesa che viene sfruttato e acuito dalle istituzioni attraverso la delegittimazione e la criminalizzazione nei confronti della vittima che, insieme ai familiari, finisce per essere colpevolizzata».

Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, morto a Ferrara nel 2005 durante un fermo di polizia, ha criticato l’atteggiamento delle istituzioni che, «anzichè aiutare le famiglie delle vittime e sospendere i pubblici ufficiali sospettati di violazioni dei diritti umani, ostacolano l’accertamento della verità e il raggiungimento della giustizia».

Domenica Ferulli ha ricordato come suo padre Michele, morto a Milano nel 2011 durante un controllo di polizia, abbia trascorso gli ultimi istanti della sua vita «gridando aiuto proprio a coloro che lo stavano uccidendo».

Lucia Uva, sorella di Giuseppe, morto nel 2008 in un ospedale di Varese, dove era stato ricoverato a seguito di un fermo di polizia, ha denunciato - ricorda Amnesty International - come tutte le persone morte in questi ultimi dieci anni in Italia mentre erano in stato di fermo, «sarebbero state del tutto dimenticate se non fosse stato per il coraggio di familiari, avvocati e di organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty International».

Poi Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, morto nel 2009 ha ricordato come la diffamazione e la criminalizzazione «disumanizzino le vittime e forniscano un alibi per attenuare o condonare le responsabilità di funzionari dello stato».

«A Domenica, Ilaria, Lucia e Patrizia rinnoviamo l’impegno - ha dichiarato Christine Weise, presidente di Amnesty International Italia - a continuare a stare accanto a loro e a tutte le famiglie delle vittime di violazioni dei diritti umani in Italia. Alle istituzioni italiane chiediamo di assumere finalmente - ha rilevato da ultimo - piena responsabilità per le gravi violazioni commesse dalle forze di polizia negli ultimi anni».


Lascia un commento

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

In edicola

Sfoglia la Nuova Ferrara
su tutti i tuoi
schermi digitali. 2 mesi a soli 14,99€

ATTIVA Prima Pagina
ilmiolibro

Oltre 300 ebook da leggere gratis per una settimana