Quotidiani locali

Batoste ed espulsioni, Pdl frastornato

Cimarelli: «C’è bisogno di forte rinnovamento a Roma e qui». Perazzolo: «Ma tu liberati dall’abbraccio mortale di Balboni»

La questione giustizia è sempre un tormento per il Pdl, perfino quando si tratta di giustizia interna. Espellere dal partito cinque autorevoli esponenti proprio mentre il Pdl è frastornato dal pessimo risultato elettorale sembra fatto apposta per arrecare ulteriori danni. Il collegio regionale dei probiviri forse non se n’è reso conto o non poteva fare altrimenti. Oppure si è adeguato alla regola dell’autolesionismo che ultimamente è molto osservata dentro il Pdl.

L’espulsione dal partito di Giorgio Dragotto, Antonio Fortini, Francesco Levato, Ugo Taddeo e Giuseppe Magri (fondatori in Comune e Provincia del gruppo dei Liberi e Forti) va inevitabilmente a intrecciarsi con il dibattito su che fare di questo Pdl. Che era poi il dibattito di fine anno, quando a Roma nasceva il governo Monti e a Ferrara si stava per tenere il primo congresso del Pdl egemonizzato - secondo i Liberi e Forti - da Balboni e dagli ex An.

La fronda dei Liberi e Forti è del 13 dicembre. Il 28 dicembre il senatore Balboni (che non era più coordinatore, poichè il 17 il congresso aveva eletto Luca Cimarelli) inviò l’esposto ai probiviri, che a distanza di oltre quattro mesi hanno decretato l’espulsione. I cinque espulsi potrebbero appellarsi, ma finora l’avvocato Pier Francesco Perazzolo, che li tutela, non ha ricevuto richieste contro il provvedimento dei probiviri. Che se pare abnorme agli espulsi non sembra suonare bene nemmeno a Cimarelli: « A me spiace sempre quando le questioni interne assumono contorni come questi. Credo che attorno a un progetto politico si debba costruire piuttosto che distruggere. Da parte mia non c’è mai stata nessuna preclusione nei conforti di nessuno. Io sono convinto che in consiglio conunale il Pdl dovrebbe parlare con un’unica voce». Cimarelli lancia a tal fine una ciambella di salvataggio, sebbene abbia poche speranze che qualcuno vi si aggrappi: «Come coordinatore provinciale sono stato e resto a disposizione. Se loro chiariscono con me la loro posizione, anche se vi sono state incomprensioni molto forti possono essere superate».

Cimarelli torna a riflettere sul voto amministrativo e lancia messaggi agli irrequieti che sono dentro e fuori del Pdl: «Più che dal voto di protesta sono preoccupato dall’astensionismo che ha colpito soprattutto noi. Credo che sia a livello locale che nazionale bisogna dare spazio a una nuova classe dirigente. D’ora in avanti non risponderò a polemiche, ma mi impegnerò ancora di più nel rinnovamento». Cimarelli vede qualcosa di buono anche nel voto negativo di Comacchio: «Il bel risultato di Pier Paolo Carli dimostra che i giovani hanno lavorato bene e che si deve daro loro spazio e fiducia». Per la scelta dei candidati rivelatasi anche a Comacchio infelice, Cimarelli ripropone la svolta già annunciata: «Nel centro destra non siamo abituati alle primarie, ma le primarie servono anche a noi».

Per Cimarelli non ha molto senso litigare e polemizzare a livello locale e propone ai delusi e agli scontenti non di stare zitti ma di indirizzare altrove il malcontento: «Il vento che ha travolto la classe dirgente locale se non viene percepito in tempo travolgerà presto anche quella nazionale che siede a Roma. Per rilanciare il Pdl nel territorio deve cambiare qualcosa nella politica nazionale. Non si può essere dentro il governo e poi criticarlo a ripetizione, perchè chi esce massacrato è il popolo del centro destra».

Anche Perazzolo (ex coordinatore provinciale di Fi, sempre nel Pdl ma a fianco dei Liber e Forti) pensa che si debba cambiare registro. Ma forse non nella direzione auspicata da Cimarelli. «Da semplice iscritto - dice Perazzolo - mi auguro che Berlusconi prenda in mano il partito, perchè il suo disimpegno in campagna elettorale ha portato i frutti che abbiamo visto. Alfano non ha colpe specifiche, ma occorre che Berlusconi prenda i pieni poteri. A Ferrara invece mi auguro che Cimarelli si affranchi dal mortale abbraccio politico del senatore Balboni, perchè sta portando il partito alla distruzione». Poi commentando la battuta del segretario comacchiese del Pd Bellini (“propongo di dare a Balboni la tessera onoraria del Pd”), Perazzolo aggiunge: « E’ una proposta comprensibile, il senatore si è rivelato uno dei migliori indiretti alleati della sinistra. Certo non è stata una scelta intelligente candidare a Comacchio uno che non è del luogo. Di Munno si è dato da fare, ma aveva un handicap fondamentale. Lo hanno mandato alla sbaraglio. Sarebbe stato meglio ricandidare Paolo Carli, che non a caso ha preso tante preferenze». Più in generale per Perazzolo «un Pdl che valorizza troppo gli ex An non ha futuro, in tv si vedono solo le loro facce».(m.p.)

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

In edicola

Sfoglia la Nuova Ferrara
e ascolta la musica con Deezer.3 Mesi a soli 19,99€

ATTIVA Prima Pagina
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.

^M