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Processo Area, la convenzione bocciata

Riusa, la Bertuzzi non firmò e salvò fondi pubblici europei

Non firmò la convenzione tra Regione Emilia Romagna e Comune di Copparo. Si rifiutò di firmarla e così fece sfumare il finanziamento europeo, quasi 500 mila euro, che sarebbe dovuto transitare dalla...

Non firmò la convenzione tra Regione Emilia Romagna e Comune di Copparo. Si rifiutò di firmarla e così fece sfumare il finanziamento europeo, quasi 500 mila euro, che sarebbe dovuto transitare dalla Regione al Comune di Copparo e poi alla società Area e quindi agli attuali imputati per il processo Area-Riusa. Era sindaco di Copparo, epoca 2007, Maria Teresa Bertuzzi, oggi senatrice e ieri il suo nome e quell’atto importante - il rifiuto della firma - che salvò le casse pubbliche da quello che l’accusa ritiene un raggiro mancato (è contestata solo la tentata truffa agli imputati) è riecheggiato nelle parole di un maresciallo della finanza che ha seguito le indagini. E nelle domande incalzanti del pm Nicola Proto. La Bertuzzi si rifiutò di firmare quella convenzione , ha riferito il maresciallo, perchè in essa vi era una condizione capestro che avrebbe avvantaggiato, di fatto, i privati che progettarono e idearono la famosa macchina per riciclare plastica per produrre «mattoncini» o altro da utilizzare in edilizia o come sottofondi stradali. E la Bertuzzi sarà chiamata prossimamente come testimone dell’accusa per spiegare i motivi che la portarono a non firmare. Il processo Area Riusa ruota attorno alla invenzione geniale, lo ricordiamo, diventata il fulcro dell’inchiesta a carico di tecnici privati legati alla società Riusa, e di progettisti e funzionari pubblici, tra cui l’ex dirigente della Provincia Gabriele Andrighetti, l’ex dg di Area Arrigo Bellinazzo e un dirigente del Comune di Copparo Stefano Farina. Sullo sfondo della richiesta di finanziamento c’era l’esigenza di Area di rientrare dei soldi spesi per il progetto plastica e si pensò di coprirle con fondi pubblici. Che imponevano condizioni essenziali: che i risultati venissero messi a disposizione della collettività. Non firmando quella ipotesi di convenzione, la Bertuzzi bloccò proprio il possibile interesse e fine privato. Non a caso ieri in aula sono state rinnovate le vicende che portarono a cambiare la convenzione, con un altro testo, in cui scomparirono i famosi «mattoncini», poichè l’oggetto della ricerca diventò più generico. Andrighetti, secondo l’accusa, fece di tutto per far passare la convenzione (bocciata dalla Bertuzzi) perchè se il finanziamento fosse stato erogato con quelle clausole, sarebbe stato escluso lui e soci Riusa da esclusività dei diritti di ricerca. E’ lo stesso Andrighetti a lamentarsi al telefono con Farina: «così io perdo tutto». Dopo la non firma della Bertuzzi si arriva alla modifica del progetto di finanziamento originario, siamo nel 2009: si arriva alla nuova convenzione, ma tutto salta, per il blitz della finanza, primo atto dell’inchiesta.

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