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Suicidi per la crisi Confesercenti crea il punto d’ascolto

Appello del direttore Osti e del presidente Benasciutti agli imprenditori in difficoltà: contattateci e parliamone

Qualche settimana fa, i dirigenti della Confartigianato ferrarese ricevettero il messaggio di un’iscritta: «certe mattine non vorrei svegliarmi». Confesercenti una comunicazione così allarmante ancora non l’ha ricevuta, ma l’associazione di via Darsena è convinta – spiega il direttore Alessandro Osti – che sia necessario «far aprire la gente», fare un «censimento» delle situazioni più difficili che gli imprenditori si trovano ad affrontare. «Bisogna far emergere le situazioni latenti prima che scoppino, perché spesso la gente si chiude in se stessa, ed è da lì che nascono i gesti estremi». La nostra provincia ne è stata finora risparmiata, ma il timore di Osti è che si possa essere ormai «vicini»: l’accesso al credito, come si ricorda spesso, è forse la prima tra le «grandissime difficoltà» che le imprese incontrano, visto che a tale esigenza il mondo creditizio «dà una risposta inconsistente». A pari merito tra gli incubi c’è forse Equitalia, la cui attività di accertamento e sanzionatoria «sembra non tener conto della realtà», così come quella di tanti altri addetti a verifiche. «Non ci sono solo quelle fiscali – continua Osti –, ma pure quelle sanitarie, della Soprintendenza,… c’è un negozio che da un mese aspetta ad aprire perché le belle arti hanno sollevato problemi sull’insegna. Delle persone si ammazzano e vengono controllate le virgole». Fatta l’analisi, serve una proposta, anche nel brevissimo termine, per evitare appunto quei gesti estremi. Ed è per questo che Confesercenti lancia innanzitutto un appello agli imprenditori che si sentono isolati ed in difficoltà: «siamo pronti ad ascoltarti – si rivolge a ciascuno di loro – e vogliamo aiutarti. Puoi chiamare i nostri uffici chiedendo del direttore o del presidente Paolo Benasciutti, fissando un appuntamento discreto per provare insieme a trovare una via d’uscita». E siccome spesso le condizioni economiche ricadono sulla vita psichica delle persone, l’associazione ha deciso di mettere in campo anche gli psicologi con cui lavora da anni, così come non si escludono – se sarà ravvisata la necessità – momenti collettivi in cui parlare della propria situazione con colleghi che possano capirla. E i soldi? Qualche giorno fa a Portogaribaldi un pescatore (sommerso dai debiti e non in grado di guadagnare abbastanza per mantenere la famiglia e pagare nafta e bollette) è stato salvato da un tentativo di suicidio dagli amici, i quali hanno anche tirato fuori 10mila euro per pagare i debiti che non potevano più aspettare. Confesercenti pensa ad un fondo apposito? «Non lo escludiamo – termina Osti –, la prima cosa però è far emergere queste situazioni».

Gabriele Rasconi


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