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pochi punti di riferimento

Studiare le cartine per non perdersi

Avvertenza per i visitatori: non avventuratevi nel nuovo ospedale senza un’adeguata preparazione. No, non servono training psico-fisici nè scorte d’acqua supplementari, anche perché qua e là spuntano...

Avvertenza per i visitatori: non avventuratevi nel nuovo ospedale senza un’adeguata preparazione. No, non servono training psico-fisici nè scorte d’acqua supplementari, anche perché qua e là spuntano distributori fiammanti di bottigliette e generi alimentari, e la climatizzazione “spara” già a tutta forza lungo l’intera struttura. Bisogna però avere un’idea chiara di dov’è collocato il punto d’arrivo sulla mappa dell’ospedale e del percorso da seguire, perché una volta perso il riferimento della grande hall con scale mobili e del “corridoio della salute” del primo piano, è facile perdersi. E in giro per i corridoi del secondo e del terzo piano, è raro incontrare qualcuno in grado di dare indicazioni certe, mentre non sarebbe male mettere qualche indicazione in più all’uscita di scale e ascensori, i punti in cui l’effetto-labirinto è più forte. Ci si farà l’occhio, è chiaro, ma i primi passi vanno fatti con cautela.

Ieri mattina era un via vai di gente con gli occhi puntati sulle mappe a colori distribuite nella hall. Due giovani camici azzurri, al primo giorno di servizio, ci hanno messo una mezz’oretta buona per tornare nella zona hall dai piani di sopra: erano scesi al piano terra ma nel punto sbagliato. Un gruppetto di addette ai servizi, che invece sono a Cona da inizio settimana, sono pure rimaste intrappolate nel gioco degli ascensori, «adesso usciamo fuori che così ci capiamo qualcosa».

Chi si prepara bene, però, non ha problemi. E’ il caso di una signora in visita al padre ricoverato in Clinica medica, «mi sono orientata subito, del resto è facile, basta seguire la mappa, prendere le scale mobili e il reparto è subito qui. Anche le indicazioni date a mio padre prima del trasloco erano dettagliate e si sono rivelate utili. Come si trova lui? Bene, c’è il bagno in camera e rispetto al vecchio Sant’Anna offrono qualcosa in più: le bottigliette d’acqua». Una “collega” che doveva raggiungere Geriatria ha invece fatto confusione con le sigle: 2B3, dove 2 è il settore (nel nuovo ospedale ce ne sono tre), B è il corpo e 3 indica il piano. Si era persa al secondo piano ma dopo un po’ è stata regolarmente avvistata fuori dal reparto. «Le squadre di soccorso entrano in azione dopo un giorno senza notizie di una persona» è la battuta che gira tra gli addetti.

Il gruppone di aspiranti infermieri, a fine tour spaesati pure loro («ora dobbiamo arrivare alla mensa, sarà dura»), era guardato con invidia perché aveva la guida. Anche loro, però, presto dovranno cavarsela da soli.

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