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Grattacielo, debiti super  Hera: stop ad acqua e teleriscaldamento

L’amministrazione condominiale: l’azienda conceda una dilazione o si prenda gli appartamenti finiti all’asta per morosità. Il Comune prova a mediare

La situazione debitoria del grattacielo è ormai da collasso, scrive l’amministratrice del condominio Tiziana Davì. La conferma arriva dalla minaccia annunciata da Hera, la società multiutility, che in questi giorni ha affisso nel palazzo e notificato a tutti i condomini l’avviso che che dal giorno 21, a causa di morosità, saranno sospesi i servizi, acqua e teleriscaldamento. La crisi economica ci ha certgamente messo lo zampino, ma il problema nel suo complesso non è nuovo per le torri che ospitano oltre 200 famiglie in viale Costituzione.

«I dati sono da tempo più che conosciuti dai condomini - scrive Tiziana Davì - i quali conoscono l'entità dei debiti del condominio grattacielo e sanno che lo stato di insolvenza non è dovuto certamente a imperizia o negligenza ma solo a mancanza di fondi. Le quote condominiali riscosse non sono infatti sufficienti a coprire i costi dei servizi che sono necessari per la corretta gestione del condominio». La sospensione dei servizi non è un fatto nuovo per il grattacielo. Il 17 marzo 2009 Hera sospese l’erogazione del gas per problemi legati all’integrità dell’impianto: l’intervento di manutenzione costò 26mila euro. Serve manutenzione anche per gli ascensori: la società che li gestisce chiede il rientro delle spese entro il settembre 2012. «Questa situazione non è stata certamente creata dall'amministrazione attuale e dal Comune, semmai dai proprietari che per anni hanno avuto un comportamento inerte: tante parole, senza mai decidere nulla in merito ad un possibile intervento di rinnovamento della struttura - scrive Tiziana Davì - domani l'assessore Sapigni ha convocato un incontro con Hera».

«Mi chiedo - conclude Davì - se, in alternativa, sia praticabile il tentativo di trovare un accordo con Hera, che consenta una dilazione del debito eventualmente proponendo in permuta gli alloggi di proprietà del condominio per quota parte del debito verso Hera e/o la cessione di tutti gli immobili che attualmente sono oggetto di aste. L'amministratrice è ben cosciente del fatto che le norme vigenti non garantiscono coloro che, con sacrificio, hanno e continuano a pagare le quote condominali; tuttavia si deve sapere che il fallimento del tentativo di rinnovamento portato avanti in questi anni è destinato a colpire anche i condomini virtuosi».

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