Quotidiani locali

Senza paga da mesi, scatta la protesta

Manifestazione spontanea ieri davanti alla Lord di via del Lavoro. Entro il 31 maggio l’impegno a saldare i conti

Per strappare un impegno ufficiale hanno dovuto fare la voce grossa, dopo mesi di richieste e di esasperanti rinvii. Da due mesi, che sono diventati anche tre o quattro per alcuni di loro, gli 80 lavoratori della cooperativa di facchinaggio Power di via Delle Grade a Bologna - facente capo alla “Lord” con sede in via del Lavoro - non vedono un euro. Sono pakistani, marocchini, tunisini, bengalesi che vivono per la maggior parte a Bologna. Martedì si sono presentati nella sede di Corticella della cooperativa per chiedere i loro stipendi ed è stato detto loro di farsi trovare il giorno successivo a Ferrara, nella sede della Lord di via del Lavoro, per risolvere la questione. Così ieri sono arrivati puntali, circa una quarantina. Con non pochi sacrifici, soprattutto per chi invece che da Bologna era arrivato da Brescia o Torino, e il biglietto del treno non è certo gratis. E’ facile immaginare la loro rabbia quando si sono sentiti dire che un nuovo amministratore (italiano) sarebbe subentrato a quello precedente (pakistano) e che l’attesa si sarebbe prolungata di altri dieci giorni. Ma loro di aspettare non ne potevano più, e hanno deciso di organizzare una protesta spontanea che ha richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine. «Ci sentiamo presi in giro, non è la prima volta che cambiano l’amministratore e rinviano tutto. Abbiamo lavorato anche le domeniche e da mesi non ci pagano. Non sappiamo più come fare con le nostre famiglie, molti di noi hanno bambini piccoli. E abbiamo bisogno della busta paga anche per il permesso di soggiorno», ripetono con toni civili e pacati. Qualcuno mostra anche un contratto di lavoro a termine, da novembre a febbraio, con paga di 6,95 euro all’ora per 39 ore settimanali. Dopo essersi allontanati, vecchio e nuovo amministratore tornano sui loro passi, entrano nella sede e ne escono poco dopo brandendo delle buste paga. «Sono quelle di marzo - rassicurano - Sono pronte, solo che ci sono stati dei problemi nel conteggio delle ore, bisogna controllare tutto e ci vorranno alcuni giorni», si giustificano. A prendere in mano la situazione sono gli agenti della Digos, che dai “padroni” esigono la promessa che gli impegni nei confronti dei lavoratori saranno rispettati: «E’ un dovere di cui vi fate carico di fronte alle istituzioni, alla Prefettura e alla Questura, perché se è vero che le proteste vanno autorizzate, è altrettanto vero che queste persone hanno diritto ad avere ciò che gli spetta». Ultimo chiamata, il 31 maggio.


Lascia un commento

Trova Cinema

Tutti i cinema »

In edicola

Sfoglia la Nuova Ferrara
su tutti i tuoi
schermi digitali. Il primo mese è gratis.

Abbonati Prima Pagina
ilmiolibro

Oltre 300 ebook da leggere gratis per una settimana