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Il biogas anche a Ospital Monacale

In via Ca’ Nova un nuovo impianto sta per essere costruito. I proprietari: «Dalla lavorazione nessun problema»

OSPITAL MONACALE. Una nuova centrale a biogas sta per essere realizzata nell'Argentano.

Al Comune, come prima ipotesi, era stato comunicato che si sarebbe realizzato un impianto fotovoltaico; poi la proprietà, l'azienda agricola Gianluca Menarini ha deciso di costruire su un ettaro e mezzo di via Cà Nova, tra Consandolo e Ospital Monacale, un impianto a biogas con digestione anaerobica di biomasse della potenza di 250 Kw.

Dunque, una centrale quattro volte più piccola delle altre otto (tra funzionanti, autorizzate e non) che si stanno costruendo sul territorio comunale.

«Della esistenza di questo impianto abbiamo saputo pochi giorni fa - ha esordito giovedì l'assessore Isabetta Gòmedi durante un'assemblea appositamente convocata a Ospital Monacale - ed abbiamo subito coinvolto la cittadinanza con i CdP di Consandolo e Ospital Monacale che dovranno esprimere un parere».

Durante l'assemblea, presenti appunto i due Cdp e diversi cittadini, sia la proprietà che i tecnici hanno tenuto però a precisare che «pur non essendo obbligatorio, prima di presentare il progetto in Comune, abbiamo scelto di informare la gente». Infatti, dalla dettagliata illustrazione tecnica da parte dell'ing. Ennio Spazzoli, è venuta la massima rassicurazione che l'impianto non farà puzza, non inquinerà, non farà rumore, insomma non ci saranno problemi di alcun genere per gli abitanti di Consandolo e Ospital Monacale, anche perchè, l'abitazione più vicina all'impianto è a più di 500 metri: «Distanze di assoluta sicurezza», ha detto il progettista. Il funzionamento è uguale agli altri impianti già in funzione a San Biagio, Longastrino o a quello che si vuol costruire a Boccaleone ma, con una dimensione appunto quattro volte più piccola.

«E' calibrato sull'azienda - ha precisato ancora il tecnico - e cioè per i 90 ettari necessari per produrre il mais».

I numeri dell'impianto parlano di 5000 t/anno di mais messe in deposito durante la raccolta d'agosto, produce 1.900.000 Kw e il motore che brucerà il gas (metano) prodotto, funzionerà per 8.000 ore l'anno. Inoltre, prima di girare la chiave per la messa in moto dell'impianto - ciò dovrà avvenire entro dicembre 2012, altrimenti addio ai sostanziosi incentivi statali -, l'ing. Spazzoli ha annunciato anche che verrà immesso del digestato (e non altro) preso da un altro impianto già in funzione. Ma la vera novità di questo impianto a biogas è che, essendo da 250 Kw, l'autorizzazione al funzionamento verrà data dal Comune di Argenta entro 60 giorni dalla presentazione della domanda e sarà un permesso di costruire con la convocazione della Conferenza dei Servizi.

Giorgio Carnaroli

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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