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Iva, truffa carosello con auto di lusso, 4 arresti e 18 denunce

Dall’indagine Dirty Rental della Guardia di Finanza di Ferrara ancora guai per Francesco Sbarro. C’è anche un filone tedesco, con altre persone in manette. Evasi 3 milioni di euro

La legge aveva tentato di mettergli i bastoni fra le ruote. Ma l’organizzazione aveva individuato il punto debole della normativa : fingere di acquisire le auto, sempre di grossa cilindrata, per il noleggio. In questo modo, importando veicoli dall’estero, potevano godere dell’esenzione dell’iva, anche se poi le auto venivano vendute (atto per il quale l’iva andava versata) garantendo all’acquirente un cospicuo risparmio sul prezzo. Il meccanismo è ormai noto, è quello delle cosiddette truffe carosello, nelle quali alcune finte società si intestano contratti ed emettono fatture, ma i benefici ricadono su tutti gli altri soggetti. Quattro persone sono state arrestate dalla Guardia di finanza di Ferrara, diretta dal colonnello Fulvio Bernabei (l’inchiesta, denominata Dirty Rental, è coordinata dai pm Nicola Proto e Filippo Di Benedetto). A tirare le fila dell’organizzazione era Francesco Sbarro, titolare di due società cittadine, una in via Veneziani poi spostata a Bologna, già a processo a Ferrara per una truffa dello stesso tipo. Sbarro è in carcere, altre tre persone accusate di aver collaborato con lui sono agli arresti domiciliari. Tra gli altri 18 denunciati ci sono i titolari di autopratiche a Bologna e Palermo. In Germania si è sviluppato l’altro filone dell’indagine, nel quale è stato arrestato per riciclaggio, fra gli altri, Vito Lo Piccolo, ritenuto il capo dell’organizzazione che forniva le auto ai complici italiani. Le auto importate ( Porche, Bmw, Mercedes, Audi) venivano rivendute a prezzi scontati, sbaragliando la concorrenza. L’operazione è stata organizzata attraverso la rete internazionale Eurojust, che coordina le autorità giudiziarie dei Paesi europei. In due anni erano stati nascosti al fisco 15 milioni, evadendo l’iva per oltre 3 milioni. Le ipotesi di reato sono associazione per delinquere, frode fiscale, falsità ideologica, truffa e appropriazione indebita. Circa 400 le auto vendute, gli acquirenti rischiano la denuncia per incauto acquisto.


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