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Nuovo, si tratta dopo il sacco del teatro

Scoperto il deposito segreto dove Fava ha portato le attrezzature, la nuova proprietà impegnata a riaprire in autunno

Si sta giocando la partita decisiva per il futuro del teatro Nuovo che riaprirà i battenti in autunno. L’edificio, costruita dai fratelli Boari negli anni Venti del secolo scorso, ha retto bene all’urto devastante delle scosse di terremoto, grazie anche a una struttura metallica all’avanguardia per quel periodo. Ma prima del sisma, si era abbattuto sul teatro di Piazza Trento Trieste l’uragano Fava, dal nome del precedente proprietario, che a detta dei nuovi titolari facenti capo al gruppo Pulvirenti, ha creato danni e devastazioni. Al momento del passaggio di proprietà, dopo la cessione avvenuta all’asta, il teatro Nuovo era stato completamente svuotato al suo interno: scomparse le poltroncine, lampade e lampadari, corrimano, mobili, addirittura i sanitari dei bagni.

«Quella è tutta roba mia - ha sempre detto giustificando il sacco del teatro Nuovo, Giovanni Fava - se la vogliono si può trattare il prezzo».

«E’ vero solo in parte - contestano i nuovi proprietari che hanno anche denunciato il fatto ai carabinieri - le pertinenze sono sue, ma qui sono state sradicate anche strutture che non dovevano essere tolte e ci sono danni ai pavimenti e alle pareti».

Come fare, di fronte a questa situazione che - visto che stiamo parlando di teatro - si può definire pirandelliana? Intanto buona parte del materiale del Nuovo è stato trasportato in un deposito a Pontelagoscuro. Ammassata alla rinfusa, non si sa ancora se quell’attrezzatura potrà essere riutilizzata alla riapertura del teatro o se continuerà invece a rimanere nel deposito.

«Avremo un incontro la prossima settimana - concordano le parti - per stabilire cosa fare di quel materiale».

Da un lato pare che Fava abbia abbassato la richiesta iniziale di 500 mila euro per la restituzione dei beni del Nuovo, offerta che era stata giudicata eccessiva dai nuovi titolari, questi ultimi avrebbero anche intenzione di chiudere definitivamente ogni rapporto con Fava se le richieste dovessero essere ancora troppo alte.

Adesso bisognerà attendere gli esiti di questi incontri, che dovrebbero portare in tempi brevi alla scelta per la ricostruzione del teatro che vuole decollare con la nuova stagione in autunno. Tra l’altro in questa querelle c’è un’anomalia tutta all’italiana. Nel terzetto dei nuovi soci del Nuovo figura anche la moglie di Fava, che da buona consorte, difende a spada tratta l’operato del marito.

Vista la carenza di spazi culturali in città, soprattutto dopo il devastante sisma - con un teatro Comunale incerottato ma che dovrebbe essere regolarmente al via dal 23 settembre con un concerto di apertura di Abbado - è auspicabile che il Nuovo ritorni a essere funzionante e ricoprire il ruolo di prestigio che ha avuto da quasi un secolo per la cultura e la società ferrarese.


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