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Cadavere in casa: il marito confessa

Consandolo: l’artigiano si è costituito in Francia Avrebbe strangolato la moglie per motivi di gelosia

CONSANDOLO. Ha ucciso la moglie mercoledì notte, per motivi di gelosia. L’ha strangolata con dei nastri e poi l’ha nascosta dentro due sacchi della spazzatura - uno infilato sul corpo dalla testa e l’altro dai piedi - chiudendoli in modo ermetico e poi ha gettato il macabro involto sotto il letto della camera della casa di Consandolo dove abitavano lei, il marito e due figli piccoli, di 4 e 5 anni.

Lì il fratello arrivato da Aosta prima e carabinieri e gli inquirenti dopo,hanno trovato il corpo senza vita - in condizioni devastanti per la decomposizione accelerata da quei sacchi - di Raachida Lakdimi, 39 anni, marocchina, sposata con l’uomo che l’ha uccisa Hassane Jendari, 41 anni, suo connazionale.

L’uomo la mattina dopo il delitto, ha preso i figli e li ha portati dal fratello a Castel San Pietro nel Bolognese. Poi la fuga, fino a ieri mattina quando si è costituito alla polizia francese. In Francia è andato perchè la sorella risiede nel paese transalpino, e da qui probabilmente avrebbe voluto raggiungere il Marocco. Ma è stata proprio la sorella a convincerlo a costituirsi, ad andare alla polizia e riferire ciò che aveva fatto, ciò che le aveva raccontato: «Sono stato io ad uccidere mia moglie, l’ho fatto per gelosia», ha detto ai poliziotti francesi confessando come, dove e perchè. Poliziotti che subito hanno fatto scattare le procedure e i contatti con l’Italia. A Ferrara, ieri mattina, in procura, il pm Proto e i carabinieri di Argenta e Portomaggiore, hanno lavorato in fretta con la polizia di mezza Europa, per emettere un provvedimento di arresto. In queste ore sarebbe già partito, firmato nel tardo pomeriggio dal gip Silvia Marini, l’atto che dovrà essere notificato all’uomo, con l’accusa di omicidio volontario.

Un omicidio venuto alla luce nella tarda serata di giovedì quando, dentro i sacchi riposti sotto il letto nella casa di via di Mezzo 16, a Consandolo, gli inquirenti hanno trovato il corpo di Raachida. «In 30 anni di lavoro non ho mai visto una cosa simile», commentava amaramente ieri uno degli inquirenti, sottolineando il pietoso stato in cui si trovava il corpo della donna, ormai in avanzato stato di decomposizione accelerato dal caldo e dai sacchi in cui era avvolto, e quasi irriconoscibile. Secondo gli inquirenti, dunque, l’omicidio sarebbe stato consumato nella serata di mercoledì: l’uomo avrebbe strangolato la donna utilizzando nastro adesivo, poi avrebbe riposto il cadavere in quei due sacchi neri per l’immondizia. Dal primo esame effettuato sul cadavere della donna la notte del ritrovamento, esame svolto dal medico-legale, non risultano però segni esterni di lesioni. A far scattare l’allarme era stato il fratello di Raachida, Omar di 34 anni, arrivato nella tarda serata di giovedì a Consandolo da Aosta dove abita. E lì in casa aveva fatto la macabra scoperta. I sospetti sono immediatamente caduti sul marito (che negli ultimi mesi aveva intrapreso l’attività di artigiano), da subito ricercato dai carabinieri della compagnia di Portomaggiore e dalla procura. Ma la fuga è durata nemmeno un giorno. La sorella lo ha convinto a costituirsi e lui ha confessato. Intanto, gli inquirenti hanno raccolto anche le testimonianza della sorella stessa (cui Hassane ha riferito il delitto), come prova della confessione, resa senza l’assistenza di un legale. Una confessione che deve esser validata al più presto da atti giudiziari e appunto l’uomo sarà raggiunto a breve da un ordine di arresto per omicidio volontario. Un delitto che era emerso subito nella sua crudezza, giovedì sera, dopo il sopralluogo nell’abitazione di carabinieri, scientifica, del pm di turno Nicola Proto e del medico legale. Un sopralluogo durato fino a notte fonda, quando il corpo della donna è stato trasferito all’istituto di medicina legale di Ferrara dove sarà svolta l’autopsia. Che sarà eseguita con le garanzie della difesa, e dunque occorrerà attendere nelle prossime ore l’evoluzione della posizione del marito. Per ieri pomeriggio era, invece, atteso il triste rito del riconoscimento da parte del fratello della donna che ha fatto la scoperta e lanciato l’allarme per quel sacco sotto il letto. Dal sacco fuoriuscivano liquidi biologici, non sangue come era parso in un primo momento, e quindi è verosimile che la morte possa risalire a molte ore prima del ritrovamento, a conferma dei tempi e modi del’omicidio. La coppia era sposata da una decina di anni e il delitto sarebbe stato commesso, come ha detto Hassane ai poliziotti, per motivi di gelosia: gelosia accesa anche dall’integralismo in cui viveva la famiglia, e sopratutto che subiva la moglie.

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