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Il dopo terremoto a Poggio, recuperate le pietre del Castello

L'esercito è entrato ieri in funzione per iniziare lo sgombero delle macerie che occupano gran parte del piazzale della Chiesa. E per recuperare le pietre di Castello Lambertini

POGGIO RENATICO. L'esercito è entrato ieri in funzione per iniziare lo sgombero delle macerie che occupano gran parte del piazzale della Chiesa. Si tratta dell'aliquota tecnico operativa che fa parte del contingente di 300 uomini, al comando del Colonnello Salvatore Tumminia, accampato all'interno della base dell'aeronautica. La squadra è formata da una dozzina di militari entrati in azioni con tre grosse macchine operatrici e due camion di trasporto di grosse dimensioni.

Trattandosi in gran parte di rovine provenienti dal crollo del castello Lambertini il materiale verrà trasportato in un area apposita, messa a disposizione dalla fondazione Fornasini, dove successivamente verrà selezionato, catalogato e numerato dall'Intendenza delle Belle Arti per recuperare quelle parti che devono essere salvate per poi rimetterle al loro posto di origine al momento della ricostruzione. «Ci serviranno due giorni», spiegava il Capitano Giuseppe La Ianca, «trattandosi di materiale che contiene reperti storici, appartenenti ad un edifico storico culturale crollato, una prima scelta viene fatta già al momento di caricarli per il trasporto alla destinazione dove ci sarà la seconda e più accurata cernita da parte di esperti del settore». Questo primo sgombero dei detriti permetterà, una volta terminato, di dimezzare l'attuale zona rossa della piazza consentendo ai Poggesi di ritornare a fruire di quella che, nei piccoli centri, è il tradizionale punto di incontro e di aggregazione. Vedere i militari impegnati nell'azione di sgombero ha sollevato curiosità tra i cittadini ma anche compiaciuta meraviglia nel notare le capacità operative di chi era in azione e la qualità dei mezzi, e delle macchine operatrici che venivano utilizzate. Terminata la fase dello sgombero della piazza si passerà ad una fase più impegnativa in quanto bisognerà entrare all'interno di castello Lambertini dove i detriti ed i segni del crollo sono ovunque.

«Prima di entrare - continua il Capitano La Ianca - , la sezione operativa dei vigili del fuoco di Savona Imperia completerà una serie di interventi per mettere in sicurezza tutto il castello Lambertini. In questa fase la prima selezione sarà ancor più laboriosa in quanto oltre ai detriti di materiale storico ci saranno, mescolate nelle macerie, anche tanta documentazione cartacea; vera e propria memoria storica del Comune e che, tassativamente, dovrà essere salvata e recuperata». L'ufficio Tecnico Comunale, che si trovava proprio a ridosso della torre crollata, è ora ridotto ad un ammasso di macerie che hanno seppellito, sotto detriti e polvere, gran parte delle pratiche relative ai lavori nell'ambito dell'edilizia. Nelle vicinanze c’è anche un archivio, considerato “il più vecchio” del Comune, con un patrimonio di notizie storiche che non devono andare perdute.

Giuliano Barbieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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