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Denunce e querele La censura occulta all’informazione

Festa del Pd, dibattito sulla libertà di stampa Da gennaio minacciato più di un cronista al giorno

Novantacinque intimidazioni nei confronti della stampa - tra minacce, querele e richieste di risarcimento danni - per 324 giornalisti coivolti, solo nel 2011. E quest’anno si contano già 200 giornalisti sottoposti a intimidazioni, più di uno al giorno. Il tutto va poi moltiplicato per dieci, perché per ogni caso conosciuto ce ne sono appunto altri dieci sommersi. Non sono dati sulla libertà di stampa di qualche repubblica delle banane, ma il quadro delineato da Ossigeno per l’Informazione, l’osservatorio nazionale del sindacato e dell’Ordine dei Giornalisti che dal 2007 provvede a monitorare e a portare in superficie quella che assomiglia a una vera e propria censura occulta al diritto di cronaca e al diritto di sapere. Una situazione illustrata ieri all’incontro “Per la libera informazione: giornalisti minacciati, giornalisti sotto processo”, organizzato nell’ambito della Festa del Pd. Coordinato dalla responsabile Giustizia dei democratici ferraresi, Rita Reali, il dibattito ha visto la partecipazione del direttore dell’osservatorio, Alberto Spampinato, del direttore della Nuova Ferrara Paolo Boldrini e di Concita De Gregorio, giornalista di Repubblica.

Metà delle intimidazioni subìte dai cronisti, ha spiegato ancora Spampinato, sono querele o richieste di risarcimento danni, che troppo spesso assumono la forma di un abuso e uso strumentale della legge sulla diffamazione a mezzo stampa e incidono pesantemente sulla vita del giornale. «Noi abbiamo un editore solido e andiamo avanti. Ma non so cosa sarebbe successo se fossimo giornalisti alle prime armi, un piccolo giornale o una cooperativa - è intervenuto Boldrini ricordando la «mitragliata di querele» intentata dal pubblico ministero Guerra alla Nuova Ferrara per la critiche alle indagini sul caso Aldrovandi.

«Non mi sento un eroe - ha proseguito Boldrini - un giornale deve fare il giornale, quello che abbiamo scritto è contenuto nelle motivazioni delle sentenze dei giudici».

Di querele, citazioni e affini ne sa qualcosa anche Concita De Gregorio, durante i suoi 35 anni di professione e soprattutto durante il triennio (dal 2008 al 2011) alla direzione dell’Unità. La giornalista ha ricordato episodi ora drammatici (scritte minacciose sotto le finestre della cameretta del suo figlio minore), ora tragicomici, come l’infinita trafila, con cadenza di tre volte la settimana in questura, per ciascuna denuncia che ha inondato la sua scrivania «e che finisce per sottrarre tempo ed energie al lavoro».

Se poi i querelanti siedono in Parlamento o al vertice del Consiglio dei Ministri, la sproporzione di mezzi e risorse risulta evidente. La conclusione del resto l’aveva anticipata in apertura di dibattito Rita Reali: secondo le classifiche 2012 divulgate da Reporters without borders e Freedom House il nostro livello di libertà di stampa si colloca tra il 61° e al 70° posto. Un livello che sarebbe destinato ad abbassarsi ulteriormente con l’eventuale introduzione della “Legge Bavaglio”, che bloccherebbe la pubblicazione delle intercettazioni fino all’udienza preliminare. Tradotto con un solo esempio: della Lega, di Belsito e della “Family” Bossi a quest’ora non sapremmo ancora niente.

Alessandra Mura

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