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La soprintendenza ribatte alle accuse: procediamo spediti

Di Francesco: nostri i progetti per aiutare i sindaci Maisto: Ferrara è stata colpita, ma ci rialzeremo

FERRARA. Macerie, transenne, crepe e puntelli. La memoria storica dell’Emilia Romagna è stata messa a dura prova dalla scossa delle 4.04 e, a rincarare la dose ci ha pensato quella del 29 maggio scorso. Ieri pomeriggio, la Fondazione Ermitage Italia, ha dato vita ad un incontro per offrire alla cittadinanza il quadro dei danni causati dal terremoto sul territorio e spiegare quali sono le prospettive per il recupero. «Voglio esprimere tutto il mio rammarico per l’accaduto - ha introdotto Michai Piotrovsky, presidente del comitato scientifico della fondazione -. Sappiamo che ci sarà molto da lavorare per ridare alla gente la propria eredità artistica. Dobbiamo dimostrare che l’uomo è più forte della natura». Alla tavola rotonda hanno partecipato numerosi studiosi che hanno parlato davanti ad una sala gremita. Tante le persone accorse per conoscere la situazione attuale e le “prossime mosse”. Carla Di Francesco, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna, ha spiegato che il territorio sul quale operare è molto vasto ma ha anche affermato, dati alla mano, che i loro interventi stanno procedendo celermente e senza, come invece si sta affermando negli ultimi giorni, rallentamenti. «Quando parliamo di “soprintendenza lenta” sappiamo ciò che diciamo? - afferma un po’ spazientita la Di Francesco - Il sindaco, insieme all’ente interessato, deve presentare un progetto di intervento e messa in sicurezza e poi noi il permesso glielo diamo. Non teniamo le carte ferme - e continua -. L’ente statale non può farsi carico di tutto; può aiutare e dare man forte ai lavori ma non è una regola. I sindaci devono fare le proposte di interventi e chiedere alla Protezione civile il finanziamento». Sullo schermo scorrono le tristi immagini di una Provincia in ginocchio; Mirabello,Sant’Agostino, Bondeno, Alberone, Cento... «Insieme ai vigili del fuoco abbiamo concluso 38 interventi e, inoltre, 16 progetti li abbiamo fatti noi, per aiutare i sindaci in queste giornate straripanti di impegni - e conclude -. Io capisco la voglia di tornare a casa e affermazioni del tipo “buttiamo giù tutto e fine”. Ma, a mente lucida, sappiamo che il patrimonio culturale che andrebbe perduto è enorme e, con esso, smarriremmo anche la nostra identità e le nostre radici». I danni subiti da Ferrara città anche se minori rispetto a quelli riportati dai paesini, sono comunque ingenti. Il vicesindaco, Massimo Maisto, ha spiegato che i lavori procedono e «Tutto ciò che si poteva riaprire è stato riaperto». Non nasconde però il calo del flusso turistico: «C’è stato. Era inevitabile - spiega Maisto -. Ma la voglia di riaprire è tanta, proprio per dimostrare che Ferrara è viva e attiva; domani (oggi per chi legge, ndr) riaprirà la pinacoteca e il 12 ottobre anche Palazzo Diamanti. Stiamo lavorando per il teatro Comunale e anche la scelta di spostare, provvisoriamente, Ferrara sotto le stelle al motovelodromo è stata fatta per dimostrare la nostra voglia di ripresa». Anche qui, come in tutto il territorio, la priorità assoluta ce l’hanno avuta le scuole. «Ci sono strutture come San Cristoforo, Palazzo Massari e il Chiostro di San Paolo che richiedono tempi e costi maggiori rispetto ad altri edifici - conclude il vicesindaco -. C’è tanto lavoro da fare, tanto. Ma io sono un’ottimista e credo che riusciremo a sistemare tutto».

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