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la grinta della lega a bondeno

Il segretario: «Aiuti alle piccole imprese»

BONDENO. Ammette di essere un po' emozionato, per la sua prima uscita dopo la nomina a segretario federale della Lega Nord. Roberto Maroni, da successore del senatur Bossi, non risparmia critiche...

BONDENO. Ammette di essere un po' emozionato, per la sua prima uscita dopo la nomina a segretario federale della Lega Nord. Roberto Maroni, da successore del senatur Bossi, non risparmia critiche feroci al governo «dei pinocchi», sulla questione settentrionale, alla quale non si è trovata soluzione. «La Lega è l'unico movimento politico che può dare risposte concrete alle famiglie, agli imprenditori, ai lavoratori», dice il neo segretario. Un problema al quale la Lega ha tentato di dare risposte operando da Roma, ma «la forza del movimento sta sui territori, con i nostri amministratori, che operano sotto il controllo sociale di chi li ha eletti». Maroni rivendica la primogenitura della cassa in deroga: «Uno strumento di sostegno al reddito delle piccole imprese, per ridurre le odiose discriminazioni con le grandi imprese. Purtroppo l'hanno prorogato soltanto fino al 31 dicembre. E' una delle cose che dovremo monitorare». Sulla no tax-area il segretario federale della Lega Nord cita il modello svizzero, che in modo equo si divide in un terzo per ciascun livello istituzionale le imposte: «Un terzo di Iva, Irpef e Ires dovrebbe rimanere a Bondeno, un terzo alla Regione e un terzo a Roma. Oggi, del gettito, rimane un centesimo. Vogliamo che le tasse restino dove vengono versate. Se il governo dice che non si può fare, dice una bugia». Parla dei soldi dati alle banche a tasso agevolato dalla Bce, «finiti in cassa forte, comprando titoli di Stato e per capitallizzare gli istituti di credito». Sul modello Royal Bank of Scotland propone un commissariamento di certe banche da parte dello Stato, per dare soldi alle imprese. «Ma il governo sta sbagliando tutto - dice Maroni -: il giudizio di Moody's è molto negativo; quando c'eravamo noi, la colpa era di Tremonti, ora si grida al complotto; ma siccome non credo ai complotti, secondo me è il governo Monti che ha sbagliato e da qui la bocciatura: hanno solo aumentato le tasse e lo spread è schizzato a 480 punti». E ce n'è anche per gli extracomunitari, ai quali viene lanciato un messaggio di venire in massa: «E’ una battaglia di civiltà, per salvaguardare il nostro modo di vivere e lavorare. In un momento di crisi, il lavoro deve essere dato prima ai nostri». In autunno, poi, ci sarà la battaglia sul Patto di Stabilità, che colpirà i Comuni più piccoli e «non può essere uno strumento per strozzare i comuni virtuosi a vantaggio di chi non lo è».

Al termine dell’incontro politico, Maroni ha poi fatto visita, accompagnato dal sindaco Fabbri, al Centro servizi di Protezione civile dell'Alto Ferrarese, che ospita il distaccamento dei vigili del fuoco volontari. (mi.pe.)

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