Quotidiani locali

La vendita della Berco disorienta le istituzioni

Copparo: sorprende che l’annuncio sia stato fatto soltanto dai sindacati Ore convulse anche a Roma dove i parlamentari ferraresi cercano conferme

COPPARO. La notizia della vendita della Berco (annuncio fatto dai sindacati, e non dalla proprietà) ha in qualche modo lasciato perplessi anche le istituzioni locali e nazionali. Il sindaco di Copparo, Nicola Rossi; la senatrice pd Maria Teresa Bertuzzi e lo stesso presidente dell’Unione Industriali, Riccardo Fava hanno ammesso, senza riserve, di sapere nulla o quasi riguarda alla trattativa e successiva vendita (se sarà confermata dalla proprietà Berco) della fabbrica. In particolare la senatrice Bertuzzi in queste ore sta cercando di verificare a livello nazionale, anche attraverso canali governativi, la fondatezza di questo annuncio, che Thyssen Krupp ha fatto a Fiom, Fim, Uilm e Ugl.

Dopo l'incontro coi vertici aziendali, gli stessi sindacati stanno cercando di saperne di più, mentre monta la preoccupazione all’interno dello stabilimento copparese. In particolare, i sindacati non accettano la logica del fatto compiuto: vogliono garanzie dai nuovi acquirenti (di cui la Tk non vuole svelare l'identità fino ad operazione conclusa) su occupazione e produzione.

La multinazionale tedesca, che possedeva Berco fin dal 1986 (prima come Krupp e poi come Tk Tecnologies) avrebbe deciso di vendere tutti gli stabilimenti metalmeccanici italiani col marchio della lince: la casa-madre di Copparo (il maggiore insediamento produttivo di 2mila dipendenti, già in fase di flessione con l'uscita di molti operai in esubero), poi Castelfranco Veneto e ,Busano Torinese.

Sullo scottante tema, da parte del mondo politico ferrarese si registrano sorpresa e stupore. Nel territorio copparese la presenza di Berco significa anche un certo indotto e si calcola che siamo oltre 5mila le famiglia che gravitano attorno al colosso della componentistica per sottocarri e macchine movimento terra.

Tra i diversi pareri espressi, si registra anche quello di Gloria Tinozzi, vicesindaco (nonchè assessore all'Attività Produttive) di Formignana, la quale raggiunta al telefono avanza una proposta: «Ho ho appresso dai quotidiani locali la decisione di vendere la Berco - ha detto la Tinozzi - , a mio parere, per le sue forti implicazioni sociali ed economiche, in primo luogo si dovrebbe aprire un confronto da parte dei Comuni dell'Unione Terre e Fiumi, con la dirigenza aziendale. Questo perchè - spiega ancora la vicesindaco di Formignana - il vero nodo, chiunque sia la nuova proprietà, è che siano il più possibile salvaguardati i livelli occupazionali, cioè i posti di lavoro, per l’importanza di non perdere occupazione in questo territorio. E gli stessi livelli produttivi cui la occupazione è strettamente legata». (f.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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