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Venditori abusivi, giro di vite in città

A differenza della costa, il fenomeno è sparito dal centro grazie alla collaborazione tra forze dell’ordine e associazioni

Se sulla costa i venditori abusivi spuntano durante l’estate, in città tutti i mesi dell’anno sono potenzialmente idonei ad accogliere mercatini apparecchiati per strada con il loro campionario di falsi d’autore. San Romano, piazza Travaglio, Porta Reno e - soprattutto negli affollati giorni di mercato - i portici del Duomo diventavano le vetrine per questo commercio “parallelo”. Un fenomeno che da due anni a questa parte è calato a vista d’occhio fino a scomparire praticamente del tutto. Ma la ricetta per debellarlo risulta di ben più difficile applicazione sulle spiagge, dove invece gli abusivi continuano a essere presenti.

«San Romano si era trasformato in un bazar a cielo aperto - ricorda il comandante provinciale della Guardia di Finanza Fulvio Bernabei - Per far sparire gli abusivi abbiamo organizzato controlli continui e ripetuti, utilizzando due pattuglie che regolarmente, ogni sabato e domenica pomeriggio, percorrevano la tratta da piazza Travaglio a piazza Trento Trieste e ritorno. C’è voluta molta costanza, ma alla fine questa strategia ha premiato, perché non lasciava la possibilità agli abusivi di sistemarsi con la mercanzia. Il deterrente migliore, insomma, è stata la nostra presenza costante, ancora più efficace dei pur numerosi sequestri».

I servizi della Guardia di Finanza, oltre che della polizia commerciale dei vigili urbani, sono proseguiti per almeno quattro anni, per rispondere alle richieste dei negozianti. Una situazione comunque non paragonabile con la realtà, più ampia e complessa, della costa. «In città il miglioramento è stato notevole grazie all’impegno delle forze dell’ordine - conferma Pier Carlo Baglioni, presidente provinciale dell’Anva, l’associazione dei venditori ambulanti - Capita ancora di vedere qualche abusivo in periferia, negli spiazzi dei centri commerciali, ma si tratta di episodi sporadici. Siamo molto soddisfatti per come il problema è stato affrontato in città». Discorso diverso, invece, per il litorale: «Sulla costa succede l’esatto opposto, il fenomeno è degenerato ed è ormai fuori controllo. Certo, ci sono le operazioni antiabusivi, ma a mio parere agire così a spot non serve a nulla, perché nell’arco di 48 ore siamo daccapo.Inutile fare un blitz e bloccare 50 persone, quando altre 200 scappano e chi è stato preso viene rimpiazzato subito dopo. Ci vorrebbe una presenza capillare per scalfire un’invasione che sta incidendo pesantemente sul settore del commercio». I numeri, prosegue Baglioni, parlano da soli: «Al mercato del martedì di Lido Scacchi ci sono 35 ambulanti regolari e 37 abusivi; la domenica a Nazioni ci sono 60 bancarelle regolari e 40 abusivi. Per non parlare della spiaggia, dove in alcuni punti si fatica a trovare un varco verso il mare».

Matteo Musacci, presidente del Consorzio commercianti del Centro Storico di Ferrara, punta il dito contro «l’abusivismo di riflesso. E’ vero che in città il fenomeno è sparito, ma è altrettanto vero che i ferraresi che alla domenica comprano in spiaggia poi non comprano nei negozi. Il danno è evidente, e non al solo settore del commercio, ma all’intera economia, perché in questo modo non viene premiato il circolo virtuoso, con il rischio inoltre di introdurre prodotti pocho sicuri». E’ vero, le griffe contraffatte sono sempre più simili agli originali e poco costose «ma alla fine la qualità è quella che è, non è vero risparmio». I commercianti, in ogni caso, vogliono esserci: «E’ stata positiva l’iniziativa dell’Ascom “No Fake” contro gli abusivi, e noi negozianti siamo disposti a dare il nostro contributo a una campagna di sensibilizzazione».

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